Trattativa Stato-mafia, il boss Totò Riina vuole parlare

Al termine dell'udienza il boss Totò Riina ha fatto sapere - attraverso il suo legale, l'avvocato Giovanni Anania - di voler parlare in aula.

La comunicazione è arrivata a udienza chiusa, quando la corte stava per lasciare l'aula. Un altro imputato, Antonino Cinà, ha comunicato che non è disponibile a rispondere ai magistrati.

Totò Riina ha già avuto modo di rispondere ai giudici durante i precedenti interrogatori nel corso dei quali, però, ha negato ogni sua responsabilità e, soprattutto, ha negato l'esistenza stessa di Cosa Nostra. Che Totò Riina sia sulla buona strada per poter confessare i suoi crimini si era capito anche dal contenuto delle intercettazioni ambientali in carcere, prodotte dal Pm Nino Di Matteo dove sembra che Riina abbia confidato al suo compagno di oria d'aria moltissime importanti affermazioni su tutto lo scibile della mafia. Un colpo di scena inaspettato in quanto sarebbe la prima volta che il padrino di Corleone si sottopone all'esame.

L'interrogatorio dei pm dovrebbe svolgersi il 16 febbraio.