Pd:Emiliano,congresso? Anche carte bollo

Pd:Emiliano,congresso? Anche carte bollo

Obiettivo del 40% Dopo il discorso del rientro di Renzi, che ha fissato l'obiettivo del 40% confermando la vocazione maggioritaria del Pd, a Rimini i lavori sono proseguiti un po' stancamente nella mattinata di domenica.

La ba ndiera sarà quella della battaglia contro i nominati, cioè contro i capilista che in realtà lasciano in mano a Renzi lo scettro del potere sulle candidature.

"L'avversario è chi gioca le carte della superficialità e della paura e non chi cerca di fare polemica all'interno della nostra aerea".

"Chi parlava di deriva autoritaria del Paese quando abbiamo proposto di cancellare le poltrone del Cnel - ha detto il segretario Pd riferendosi al M5S - non dice nulla quando con un'azienda Spa proprietaria di un Movimento al punto da disciplinare la condotta interna con contratti privati?". Non vede e non comprende che nel Pd o fuori dal Pd non c'è più spazio per quel gruppo dirigente, per il semplice fatto che è stato condannato dalla Storia, dagli errori compiuti, dalle troppe occasioni mancate, dai disastri procurati al Paese. I renziani fanno circolare la voce che si può votare ad aprile, che dunque la crisi di governo sarebbe già a febbraio. Dichiarazioni che portano dritto a elezioni anticipate, che a mio modo di vedere sono la scelta peggiore, ma che consentirebbero a Renzi di costruirsi uno schieramento parlamentare a lui più fedele anche in prospettiva di finire all'opposizione. Nessuno lo vuol dire a Renzi e ad Andrea Romano, ma loro sono i prossimi da rottamare. Anche perché di fronte a un mondo così complesso, cosa ci propongono?

Pd: commissione garanzia, congresso? Si parte dal Mattarellum, con la disponibilità a discutere di altre soluzioni, ma prevale lo scetticismo sulla possibilità di intervenire in Parlamento: si rischia la palude, dicono fonti Dem. Dunque, se con FI (dei Cinque stelle ci si fida poco) si giungesse a un'intesa, si potrebbe valutare di portare il testo in Parlamento e blindarlo con una "fiducia tecnica". Parlare dei problemi e non delle risposte può pagare a livello elettorale, ma solo se noi siamo timidi e pigri, se giochiamo sulla difensiva. Con queste premesse come si fa anche solo a ragionare? Il consigliere di Bersani saluta l'ex compagno di partito con un'ammiccante pacca sulla spalla e nel clima carbonaro di questa mattinata invernale nel tempio dei dibattiti a sinistra, confessa il motivo di tanta segretezza. "Noi - spiega - possiamo convocarlo sei mesi prima della scadenza". Ci sono poi l'Arci e la Cgil, l'avvocato anti-Italicum Felice Besostri, il fondatore dei comitati per il No al referendum costituzionale Alessandro Pace, Livia Turco. Quella sinistra che con Massimo D'Alema si prepara alla scissione: "Spero che non ci si arrivi ma senza un congresso sarà Renzi a farla, a imporre una frattura".

D'Alema giudica infatti "irresponsabile" andare alle urne con una legge elettorale diventata di fatto un "proporzionale secco".