Italicum al vaglio: ecco che cosa decide oggi la Consulta

A trasmettere gli atti alla Corte affinché valuti la legittimità costituzionale dell'Italicum, sono stati i tribunali di Messina, Torino, Genova e Perugia e Trieste.

Zanon ha bocciato innanzitutto il ballottaggio alla Camera, al quale si può accedere senza soglia minima, con il rischio, per esempio, che un partito con il 20% dei voti ribalti il risultato conquistando la maggioranza dei seggi.

Fra le parti, figura il Codacons rappresentato dal suo presidente Carlo Rienzi. Gli avvocati che attaccano l'Italicum stanno prendendo tempo.

La prima questione posta davanti ai giudici costituzionali riguarda l'ammissibilità degli interventi 'ad adiuvandum' costituiti fuori termine rispetto ai tempi prestabiliti.

"La Consulta a breve si pronuncerà, ma si illude chi pensa che la politica potrà fare solo "copia e incolla" della sentenza per andare al voto con quel che resterà dell'Italicum". Altri nodi, la possibilità di candidarsi in più collegi e poi scegliere in quale essere eletto, e il premio di maggioranza.

SENTENZA CONSULTA, LEGGE ELETTORALE ITALICUM: BERLUSCONI DRITTO SUL PROPORZIONALE (ULTIME NOTIZIE OGGI, 24 GENNAIO 2017) - L'Italicum oggi verrà messo alla prova della Consulta con la sentenza sulla legge elettorale che resta realmente il vero punto politico di questo Governo Gentiloni, ancora "immobile" sul fronte nuove elezioni fino all'uscita del giudizio della Corte Costituzionale.

Una direzione maggioritaria al sistema viene poi garantita dal premio offerto al primo turno alla lista che superi il 40% dei voti validi (uno dei punti soggetti a ricorso): chi riesce a centrare l'obiettivo si vede riconoscere dalla legge ben 340 dei 618 seggi parlamentari disponibili alla camera. In udienza ci saranno anche i legali anti-Italicum.

Dopo la sentenza della Consulta, in ogni caso, si entrerà nel vivo del confronto sulla riforma elettorale. Secondo quanto riportato da Liana Milella di Repubblica potrebbe profilarsi "un rinvio a domani per la decisione della Corte". Soprattutto dopo la vittoria del No al referendum.

Quindi, sembra probabile che la Corte opti per un sistema di tipo sostanzialmente proporzionale con clausole di sbarramento, in sostanza lo stesso modello del Consultellum proposto dalla Corte tre anni fa. Sarebbe inaccettabile una sentenza all'italiana, che decide ma non decide.

La sentenza della Consulta chiarirà comunque quel che più importa ai partiti in questo momento, cioè il quando si voterà, più che il come.