Intesa Sanpaolo conferma il suo interesse per Generali

I manager del principale azionista di Generali si sono tenuti in costante contatto telefonico con gli altri azionisti di rilievo del gruppo triestino per seguire gli sviluppi della vicenda, in attesa di conoscere le intenzioni di Intesa Sanpaolo che venerdì 27 gennaio terrà un cda su cui probabilmente emergerà la questione. Le quotazioni di Intesa Sanpaolo sono in affanno e cedono il 5,17% scendendo a 2,27 euro per azione.

In Borsa il titolo di Generali (+9% a 15,56 euro) spinge Piazza Affari (+0,9%) che guida i listini europei.

Generali ha acquisito i diritti di voto su 505 milioni di azioni di Intesa Sanpaolo, pari al 3,01% del capitale sociale - secondo quanto dichiarato dalla società in una nota - "tramite una operazione di prestito titoli". Una mossa di arrocco perche', secondo il testo unico bancario, in caso di partecipazioni reciproche, chi ha superato per secondo il limite del 3% vede congelati i propri diritti di voto oltre questa soglia, ed entro 12 mesi deve vendere la quota eccedente. Rimarrebbero tuttavia da superare degli evidenti problemi di antitrust, considerando che Generali è il primo gruppo assicurativo in Italia e Allianz il terzo. Intesa Sanpaolo, a questo punto, ha una sola arma per attaccare il Leone: quella dell'opa o piu' realisticamente, considerati i 21 miliardi di capitalizzazione di Trieste, dell'ops sul 60% del capitale che farebbe cadere i limiti agli incroci. Dalle quotazioni in Borsa, il rapporto tra i due titoli ha raggiunto 6,9 non distante dall'ipotesi di Intermonte. Negli ultimi anni, molte importanti realtà italiane del mondo produttivo, della finanza, della distribuzione e delle comunicazioni sono state acquisite da società straniere con una preponderante presenza dei francesi.