Battaglia sui tempi del congresso pdEmiliano attacca Renzi: va fatto subito

Non vede e non comprende che nel Pd o fuori dal Pd non c'è più spazio per quel gruppo dirigente, per il semplice fatto che è stato condannato dalla Storia, dagli errori compiuti, dalle troppe occasioni mancate, dai disastri procurati al Paese. "Non si cambia politica senza cambio di rotta, per questo dico che va fatto il congresso, un congresso inteso non come un'asfittica resa dei conti in all'interno di un mondo che si è molto ristretto". Non ha raccolto le provocazioni interne, non si è soffermato eccessivamente sulle azioni del suo Governo ma ha lanciato la vera sfida del nostro tempo: quella tra riformisti e conservatori, tra chi vede le cose che non vanno e prova a cambiarle e chi si limita alla denuncia. E allora torna alla mente quella battuta di Baffino, "Renzi trasformista, è in grado di dire qualsiasi cosa", e l'unica cosa che mi viene in mente è che alla fine per fare polemica D'Alema proietta sugli altri i propri difetti.

E' Michele Emiliano, governatore della Puglia, a farsi portatore della richiesta, con la minaccia di adire le vie legali se la richiesta del congresso anticipato non venisse accolta. Dichiarazioni che portano dritto a elezioni anticipate, che a mio modo di vedere sono la scelta peggiore, ma che consentirebbero a Renzi di costruirsi uno schieramento parlamentare a lui più fedele anche in prospettiva di finire all'opposizione. "Non ricordo le dimissioni di Berlusconi dopo la perdita" in una "riforma costituzionale, non ricordo dimissioni di chi diceva "mi dimetterò se perdiamo le Europee" e se l' è cavata con un Malox". "Sono passati 20 giorni da Ventotene a Bratislava in cui si è rotto qualcosa". Che aggiunge: bisogna "convocare subito un congresso e credo che se non avverrà dovremmo iniziare a chiedere fra gli iscritti che ci aiutino perché questo avvenga". "Vuole rifondare il partito - si interroga. quando è stato proprio lui ad ucciderlo?" "Di fronte a una situazione innovativa, in Europa accade che l'Europa si mette a mandare letterine dicendo che noi abbiamo questo grande problema". "Aspettiamo le motivazioni della Consulta ma il Parlamento dovrà fare una legge elettorale perché due sentenze non fanno una legge", sostiene il ministro Beatrice Lorenzin. Gli avversari sono il centrodestra e i populismi. Qui invece nel centrosinistra ci troviamo con un partito sempre più dedito a sbranarsi da solo e a parlarsi dietro: una prassi iniziata appena nato, quando fu Veltroni a essere costretto alle dimissioni da segretario. Idee e contenuti, al momento, non pervenuti.

Lo dice il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, in un'intervista a La Stampa. Il tema del partito non è solo organizzativo.

Ad aprire i lavori il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, e quindi il responsabile Enti locali del Pd, Matteo Ricci, organizzatore della kermesse.