Salute: arriva il test Hiv fai da te in farmacia

Salute: arriva il test Hiv fai da te in farmacia

Proprio qualche giorno fa l'Oms ha ribadito l'importanza dell'autotest. Sarà inoltre possibile sottoporsi al test salivare HIV presso gli stand presenti in loco e presidiati dall'associazione LILA. "Finalmente possiamo favorire la prevenzione e la diagnosi precoce - ha commentato Cinzia Falasco Volpin, ad di Mylan Itali, l'azienda produttrice - è un momento di grande orgoglio, anche perchè il lancio avviene a poche ore dalla giornata mondiale sulla malattia".

Bologna - Ad allarmare è il costante aumento delle persone che si scoprono sieropositive già in fase avanzata, o addirittura di Aids conclamato: nel 2015, in Emilia-Romagna, rappresentano il 51% delle nuove diagnosi.

Lo studio è stato condotto dall'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e pubblicato in occasione della giornata mondiale contro l'AIDS.

Il 36,6% delle persone con una nuova diagnosi di HIV è stato diagnosticato con un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cell/μL e il 54,5% con un numero inferiore a 350 cell/μL. Nelle altre province a Piacenza e Bologna il tasso è di 7,3, a Forlì-Cesena 7,1, Rimini 5,9, Ferrara 5,1. L'importante è saperlo. Chi si cura subito infatti, evita la progressione dell'infezione verso l'Aids o la morte per Aids, si sente rapidamente meglio e può condurre una vita normale. "L'incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni". Durante l'intera giornata, sul piazzale antistante la collinetta, sarà distribuito un volantino informativo contenente alcune istruzioni da seguire per evitare di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Nel 2015, si apprende, sono state segnalate 3.444 nuove diagnosi di infezione da Hiv.

Nell'intero periodo di sorveglianza (2006-2015) il 73,7% dei sieropositivi è maschio, il 32,7% ha 30-39 anni, il 70,9% è italiano.

"Negli ultimi anni di HIV si parla sempre di meno, complice lo scarso interesse sociale sul tema, unitamente ad un certo immotivato e persistente pudore", ha spiegato il presidente di Arcigay, Leonardo Dongiovanni.

La modalità di trasmissione principale si conferma quella sessuale, con il 92% delle diagnosi anche nel 2015 (come nel 2014; era 88% nel 2013, 89% nel 2012, 87% nel 2011): 49% attraverso rapporti omo-bisessuali, 43% eterosessuali.

Molti degli "inconsapevoli", sono persone a più alto rischio di infezione e spesso hanno difficoltà ad accedere ai servizi di test esistenti. La sensibilizzazione deve partire dalle famiglie e dalle scuole: "l'80% dei casi di contagio è dovuto a rapporti non protetti, dunque il problema non è solo sanitario ma anche culturale". Grazie alle terapie antiretrovirali il numero di decessi nel tempo è molto diminuito e per molti malati l'Aids è oggi alla stregua di una malattia cronica.