Riforma delle Banche Popolari, stop del Consiglio di Stato

Riforma delle Banche Popolari, stop del Consiglio di Stato

"Il Consiglio di Stato boccia la riforma delle popolari di Matteo Renzi". Dubbi sulla costituzionalità della norma erano stati sollevati da associazioni e soci del settore delle popolari.

In particolare, sul decreto convertito in legge nel marzo 2015 (Misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti) per i giudici esistono "profili di non manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale" nella parte in cui, la circolare di Banca d'Italia del 9 giugno 2015 impugnata, "disciplina l'esclusione del diritto al rimborso". Secondo il Codacons, che ha assistito gli autori del ricorso, questi "contestavano la norma che prevedeva la possibilità di limitare il diritto al rimborso delle azioni nei confronti dei soci che, a seguito di trasformazione della banca popolare in Spa, avessero esercitato il recesso". "Dobbiamo aspettare la Corte costituzionale per avere certezze sul diritto di recesso e per dire ai soci come comportarsi" ha commentato Fausto Capelli, uno degli avvocati che ha presentato il ricorso contro le disposizioni di Bankitalia sulla riforma delle popolari. Contemporaneamente la Regione Lombardia aveva presentato un autonomo ricorso alla Corte Costituzionale - per asserita violazione delle competenze della Regione - che è stato discusso dalla Consulta all'udienza del 19 ottobre scorso, che non è ancora andata in decisione. Ubi cede il 4,48 per cento, Banca popolare di Milano e Banco Popolare l'1,8 per cento. L'ultima delle popolari a deliberare la trasformazione è stata Bper lo scorso fine settimana (-1,7 per cento).

Si tratta ora di capire che cosa succederà per la maggior parte delle dieci banche popolari che, a norma di legge, si sono già trasformate in spa e per chi, come la Banca Popolare di Bari, ha convocato nei giorni scorsi l'assemblea per l'11 dicembre per decidere la trasformazione stessa in spa.