Referendum, Matteo Renzi: "Risultato sul filo dei voti"

Referendum, Matteo Renzi:

"Quella notte venne da me con una bottiglia di Magnum per brindare alla vittoria". Domenica si gioca una partita enorme - prosegue Renzi -. Votano anche i militari italiani impegnati nelle missioni all'estero. E' normale che sia così, molte persone non hanno seguito fino in fondo. Inutile girarci attorno. Se vince il sì, l'Italia è piu' forte. Ha parlato con Mattarella di questa eventualità? Noi siamo con la gente, siamo in mezzo alla gente, siamo con le persone. "Il governo di tecnici è da escludere".

"La sfida referendaria è stata un grandissimo gesto d'amore per l'Italia e per le istituzioni", dice tracciando un bilancio della campagna. Ha detto che non galleggia, che non è attaccato alla poltrona.

Renzi è di fronte al rush finale: "Sono certo che se qualcuno di noi in queste ore scarica la rubrica del telefonino, mette al centro delle cose concrete, fa capire che questa non è la battaglia di un uomo solo al comando". La maggioranza silenziosa ha voglia di essere presa per mano e accompagnata a dire Sì. Eccolo il futuro immaginato da Silvio Berlusconi all'indomani di una ipotetica vittoria del No al referendum costituzionale.

"Per me l'annuncio di Prodi non darà molto seguito al Sì". Quest'ultimo, fra i più attivi del seguire la campagna italiana, suggerisce uno schema sulle quattro possibilità che si aprono sul dopo referendum.

A proposito di casta. Dimenticate che il bene del Governo è un bene di parte, tanto che chiamiamo democrazia il sistema politico che consente di deporre pacificamente il Governo sgradito? In 56 hanno firmato un appello per il No.

"Non li ho sentiti". Attorno al Cupolone l'aria che si respira è attendista e incerta sul risultato che gli italiani consegneranno alla storia.

Se arriva una sentenza favorevole da Strasburgo, lei potrebbe candidarsi? "Prima di tutto siamo italiani che credono in questo Paese, che non rispondono agli insulti". Non ci sarà l'incognita quorum ma peseranno gli indecisi. Il Governo (parola derivata dal latino "gubernator", che significa timoniere, pilota della nave) non è il padrone dello Stato, ma il temporaneo guidatore. "Sul risultato della sentenza non ho dubbi, anche se temo che movimenti politici possano ritardarla". Con ciò evidenziando uno scimmiottamento dei movimenti neonazionalisti o antieuropei che, però, al contrario del suo Governo e del suo ministro Calenda, erano e sono contro il TTIP e il CETA, contro cioè quei trattati transatlantici con gli USA e il Canada che segnerebbero la morte della nostra piccola e media imprenditoria assassinata dalle multinazionali d'oltreoceano, oltre a togliere ai cittadini tutta una serie di diritti e standard acquisiti.