Popolari, un "siluro" alla riforma

Popolari, un

Il nodo della questione posta dai ricorrenti riguarda, in particolare, il diritto di recesso e le relative misure previste nella decreto di riforma, che vengono rinviate al vaglio di legittimità della Corte Costituzionale, e nella circolare della Banca d'Italia, la 285 del 2013 aggiornata nel 2015 dopo la riforma varata dal governo, che viene sospesa.

(AdnKronos) - La legge sulle popolari presenta profili di illegittimità anche quando attribuisce alla banca d'Italia "il potere di disciplinare anche in deroga a norme di legge" le modalità dell'esclusione del recesso al socio che voglia indietro il valore della sua quota, cambiando la natura giuridica della banca.

I giudici di Palazzo Spada hanno rinviato a una prossima camera di consiglio la trattazione nel merito della questione, dopo che la Corte Costituzionale si sarà pronunciata sulla legittimità della riforma stessa.

Inoltre, i provvedimenti adottati con la riforma delle Popolari "incidono direttamente su prerogative relative allo status di socio della banca popolare, così presentando profili di immediata lesività".

Oggi, mentre già diverse popolari si sono trasformate o si stanno trasformando in società per azioni, come previsto da un decreto dell'esecutivo per le dieci maggiori banche popolari, e mentre in Parlamento e nel governo si era ad un passo dal modificare la soglia oltre la quale le Popolari sono tenute a diventare spa, è arrivata la decisione del Consiglio di Stato con cui di fatto si sospende l'iter di attuazione della riforma. Dopo lo stop cautelare, i titoli delle Banche Popolari sono scivolati in Borsa. Ubi cede il 4,48%, Bpm e Banco Popolare l'1,8%. La soluzione migliore adesso è rinviare le due assemblee che ancora mancano per la trasformazione in spa di Popolare di Bari e Popolare di Sondrio. L'ultima delle popolari a deliberare la trasformazione è stata Bper lo scorso fine settimana (-1,7 per cento).