Pescara, uccide la ex fidanzata L'ultimo litigio per un tablet

Pescara, uccide la ex fidanzata L'ultimo litigio per un tablet

Il 32enne l'ha lasciata esamine a terra, dopo avergli sferrato una coltellata al collo.

Proprio nei giorni scorsi la ragazza decide di interrompere la relazione che non andava più bene e poi di raggiungere la casa del ragazzo, in via Vicenza, al confine tra Pescara e San Giovanni Teatino (Chieti), dove negli ultimi anni aveva vissuto, solo per riprendere le sue cose.

La violenta lite sarebbe scaturita per il possesso di un tablet, così avrebbe raccontato agli inquirenti il presunto assassino che racconta pure che la giovane si sarebbe ferita da sola con una coltellata alla gola e che poi lui avrebbe emulato il gesto della giovane. La ragazza, poi, lo avrebbe colpito all'addome e lui avrebbe inferto a lei un colpo al collo in profondità ed altri sul corpo.

Sia lui sia Jennifer hanno perso il padre; pochi giorni fa è morto il nonno di Davide.

Sull'episodio, di cui al momento non si conoscono altri particolari, indagano i carabinieri della Compagnia di Pescara. I due si sarebbero spinti a vicenda, scivolando a terra a causa del pavimento bagnato. Davide aveva anche un figlio avuto con un'altra donna.

Pescara, uccide la ex fidanzata L'ultimo litigio per un tablet
Pescara, uccide la ex fidanzata L'ultimo litigio per un tablet

Nel corso dell'interrogatorio l'arrestato, anche se abbastanza lucido, e' apparso tremante, ha pianto, e ha sostenuto che voleva bene a Jennifer e di essere all'oscuro del suo decesso. Si fa accompagnare dalla madre e si fa prestare anche un furgoncino da un'amica.

"È un bravo padre - dice una donna residente in zona - una persona che lavora, un bravo ragazzo, lo conosco da quando era piccolo".

A raccontarlo sono stati alcuni vicini di casa. Sembra che a scatenare la furia omicida sia stato un tablet conteso. Mentre sono ancora in corso i rilievi dei carabinieri, viavai nella casa di fronte dove, accolta da amici, c'è la madre della ragazza. Il primo ad accorrere, richiamato dalle urla della ragazza e della mamma, è un vicino, che lancia l'allarme.

La madre della 26enne, sconvolta, sviene in strada e viene soccorsa da alcuni conoscenti. "E' la mancanza di virilità - scriveva ancora condividendo citazioni - che rende l'uomo un bambino disperato, impotente e violento, ma è anche grazie all'aggressione e alla violenza che diventa momentaneamente grande e soddisfatto di se stesso, con il suo momento irriducibile di gloria".