Formula 1, Keke Rosberg non ha dubbi: "Nico crescerà ancora"

Il tedesco è il pilota che è incorso in sanzioni in più Gran Premi di tutto lo schieramento, ma anche all'altra Rossa di Kimi Raikkonen non è sempre andato tutto liscio. A Città del Messico Rosberg ha rischiato di veder la propria gara compromessa per un contatto al via causato da Verstappen, mentre a Interlagos la pioggia l'ha fatta da padrone in una pazza corsa caratterizzata dai numerosi ritiri e dalle molte ripartenze.

Vettel si è dichiarato ovviamente soddisfatto per il podio: "Penso che quella di oggi sia stata una gara importante per noi: negli ultimi giri mi sarebbe piaciuto guadagnare altre due posizioni, e avevo la velocità per farlo, ma sarebbe stato difficile, perchè anche la macchina davanti a me poteva approfittare della scia". Al tedesco è bastato il secondo posto dietro al mai domo Lewis Hamilton, per vincere il suo primo titolo in carriera. Da (ormai ex) detentore del poco invidiabile record di pilota con il maggior numero di gare vinte (23) tra coloro che non hanno mai conquistato un Mondiale, a colui capace di interrompere l'egemonia di Lewis Hamilton, l'ex amico e ora rivale in Mercedes che lo aveva surclassato nelle due stagioni precedenti. Termina comunque al terzo posto nel mondiale dietro ai due inarrivabili, unico obiettivo raggiungibile. "Non è stata una bella corsa per me - racconta, commosso, il neo iridato - mi stavano raggiungendo ma alla fine è andata bene". Le due SF16-H, non solo non sono cresciute nel corso della stagione, ma hanno subito anche il ritorno delle due Red Bull, che con le scelte giuste, a volte anche impopolari, come la sostituzione di Kvjat con Verstappen, una power unit più potente e un telaio più performante, si sono imposte come la seconda forza del mondiale. Nel complesso abbiamo mostrato che il team ha carattere. "Abbiamo imparato molto e fatto tanti progressi". Non credo si possa diventare campioni per caso e per questo merita un segno di rispetto. Il tutto dovendo far fronte all'uscita infelice di qualche settimana prima da parte del vulcanico Bernie Ecclestone, che aveva definito un eventuale successo di Rosberg un bene per lui e per la Mercedes ma non per la Formula Uno, a differenza del compagno di squadra Hamilton, più al centro dei riflettori e quindi un 'personaggio' più adatto per il circus.

Nell'ultimo GP, però, qualcosa nella sua testa è scattato: tutti si aspettavano che capitolasse alla pressione psicologica del momento aizzata, tra l'altro, dal suo compagno di squadra, ed invece ha mantenuto i nervi saldi fino all'ultimo. Ritrova la calma e la concentrazione, e riprovaci l'anno prossimo!

Qualcuno può dire che ha gareggiato da codardo, da uno che non accetta di perdere.