Facebook, è caccia alla bufala

Facebook, è caccia alla bufala

L'obiettivo, dunque, è quello di utilizzare gli algoritmi di intelligenza artificiale per estirpare il fenomeno dei contenuti inappropriati, comprese le false notizie, fenomeni per i quali il social network è finito, negli ultimi mesi, sotto accusa da più parti.

Ci siamo occupati a più riprese della problematica relativa alle notizie false all'interno di Facebook - e non solo - sottolineando come l'intelligenza artificiale possa diventare presto l'arma preponderante, per l'azienda di Menlo Park, nel contrasto a quei contenuti che inneggiano alla violenza, alla nudità o comunque che contravvengano in qualche maniera le linee guida. Facebook, sino ad oggi, ha sempre reagito contando sulla collaborazione degli utenti che ogni giorno segnalano i contenuti inappropriati. Lo ha detto Yann LeCun, direttore di Facebook per l'intelligenza artificiale. Come riporta Reuters che ha diffuso la notizia, Facebook aveva già adoperato un sistema simile nello scorso giugno per bloccare i video degli estremisti ma adesso starebbe sperimentando l'applicazione degli algoritmi all'interno dei Live Video che gli utenti utilizzano per trasmettere veneti in diretta.

Ideato anche per colpire immagini di nudo o pornografia, il programma si dovrà tuttavia misurare con un orizzonte sociale decisamente mutato, all'interno del quale le "dirette" proposte sul sito potrebbero rappresentare un movente per il ritorno in auge di tutto quanto si intendeva debellare, data l'impossibilità di agire su un contenuto trasmesso in quel preciso momento e data la scarsa volontà del genere umano di smetterla con scempiaggini, bufale, dicerie, voci di corridoio e con tutta quella spazzatura mediatica che sta rendendo internet alla stregua di un postribolo globale.

Il rischio, infatti, è che l'algoritmo blocchi anche contenuti, invece, adeguati. Una sfida ambiziosa ma che se condotta sui giusti binari potrebbe risolvere molti dei problemi degli ultimi tempi del social network.