Censis: De Rita, Italia entrata in seconda era del sommerso post-terziario

Censis: De Rita, Italia entrata in seconda era del sommerso post-terziario

Rispetto a quanto rilevato tre anni fa, "l'area della stabilità si è estesa (allora la quota era paria al 55%), dando conferma di una crescente propensione degli individui a consolidare anche lontano dal Paese d'origine la propria esistenza", rileva il Censis, secondo cui il ilvello di integrazione raggiunto risulta soddisfacente per otto intervistati su dieci.

GIOVANI PIU' POVERI DEI NONNI - Il Censis registra il ko economico dei Millennials che hanno un reddito inferiore del 15,1% rispetto alla media dei cittadini e una ricchezza familiare che, per i nuclei under 35, è quasi la metà della media (-41,2%). Si riduce anche il numero di operai, artigiani, agricoltori, il lavoro costa meno ma questa riduzione non favorisce la domanda, anche per via della crisi del settore pubblico: la deflazione è figlia anche di questo sistema del massimo ribasso, che ha compresso e impoverito la classe media. Dall'Unità d'Italia in poi e per molti decenni proprio le istituzioni - dalla scuola ai carabinieri, dall'esercito ai Comuni, dall'alta burocrazia alla magistratura - hanno rappresentato la spina dorsale del Paese, ma oggi quei soggetti sono "inermi", "incapaci di svolgere il loro ruolo di cerniera", propensi a lasciare il campo agli altri due poli: potere politico e corpo sociale. Nati fuori dal matrimonio il 28,7% dei bambini (10 anni fa il 15,8%); 1,6 mln sono convinti che il matrimonio debba precedere la nascita di un figlio.

Il 50esimo rapporto annuale del Censis sulla situazione del Paese descrive uno scenario decisamente fosco, in cui le ricchezze accumulate dagli anziani fanno fatica a trasmettersi ai più giovani.

ROMA- L'Italia che non investe sul futuro è ciò che emerge dalla radiografia del paese nell'indagine del Censis e che sembra configgere con i recenti dati dell'Istat che rilevava un crescente stato di soddisfazione degli italiani. Sono risorse sottratte agli investimenti, che hanno un'incidenza sul Pil bassa - il 16,6%, al di sotto del 19,5% della media Ue -, tornata ai livelli del dopoguerra. Solo tra 2004 e 2013 è quadruplicato chi è andato in pensione di anzianità con più di 40 anni di contributi (dal 7,6% al 28,8%). La parola giusta sarebbe "affitto" e dunque "rental economy", una forma economica tramite la quale si decide in pratica di mercificare e mettere sul mercato nostre proprietà che prima nel mercato non erano, attraverso delle piattaforme tecnologiche proprietarie, globali. Il saldo commerciale del made in Italy è stato di 98,6 miliardi di euro, superiore al fatturato del manifatturiero. All'estero ci apprezzano per l'alimentare, la moda, il design. Tra il 2008 e il 2015 gli arrivi di visitatori stranieri in Italia sono aumentati del 31,2% e i giorni di permanenza sono aumentati del 18,8%. Molto gettonati gli hotel a 4 e 5 stelle, mentre crollano quelli di categorie inferiore a causa della preferenza nei confronti di alloggi "alternativi" come appartamenti in affitto, b&b e agriturismo. Mentre tra il 2007 e il 2015 i consumi in generale si riducevano del 5,7%, gli acquisti di smartphone aumentavano del 191,6% e quelli di computer del 41,4%. Da notare che tra i giovani (18-34 anni) a riscuotere maggiore fiducia è il volontariato, mentre dai 35 anni in su le forze dell'ordine sono al primo posto.