Banche: stop Consiglio Stato a riforma popolari, rinvio Consulta

Banche: stop Consiglio Stato a riforma popolari, rinvio Consulta

Il consiglio di Stato dà ragione agli oppositori della riforma sulle Banche Popolari, rinviando alla Corte Costituzionale diversi aspetti della legge del 2105 che ha imposto la trasformazione in banche società per azioni entro la fine di quest'anno, a pena della perdita della licenza bancaria. E' questo il punto centrale dell'ordinanza che ha sospeso l'efficacia di parte della circolare di Bankitalia.

L'intervento del Consiglio di Stato si riferisce in particolare ai limiti sui rimborsi dei soci che esercitano il diritto di recesso e che erano stati pensati per tutelare la stabilità finanziaria delle Popolari senza ledere i diritti degli azionisti ma semplicemente modulandoli nel tempo.

Tale limitazione presenta vizi di legittimità costituzionale nella parte in cui disciplina l'esclusione del diritto al rimborso. Così il Consiglio di Stato secondo cui "i provvedimenti impugnati (e la disciplina legislativa sulla cui base sono stati adottati) incidono direttamente su prerogative relative allo status di socio della banca popolare, così presentando profili di immediata lesività".

Il sabotaggio delle riforme ad opera dell'alta burocrazia e degli azzeccagarbugli di professione, di cui Consiglio di Stato e Tar sono la suprema espressione, ha colpito ancora. "Dopo la Consulta con Marianna Madia altra tranvata per il governo", scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

Fausto Capelli, uno degli avvocati che ha presentato il ricorso, spiega all'Adnkronos che il Consiglio di stato lo "ha accolto parzialmente".

Il Consiglio di Stato ha infatti rilevato la 'non manifesta infondatezza' delle questioni di legittimita' costituzionale sollevate nei confronti della legge di riforma delle banche popolari e ha quindi 'sollevato la questione di legittimita' costituzionale dell'articolo 1 del decreto legge 24 gennaio 2015'. Il Creval in controtendenza guadagna l'1,3%.

Si tratta ora di capire che cosa succederà per la maggior parte delle dieci banche popolari che, a norma di legge, si sono già trasformate in spa e per chi, come la Banca Popolare di Bari, ha convocato nei giorni scorsi l'assemblea per l'11 dicembre per decidere la trasformazione stessa in spa.