Volkswagen conferma il taglio di 30.000 posti di lavoro (23.000 in Germania)

Volkswagen taglierà fino a 30.000 posti di lavoro a livello globale entro il 2020 (di cui 23.000 in Germania), provando a risparmiare 3,7 miliardi di euro.

Volkswagen investirà invece 3,5 miliardi di euro nell'elettromobilità e nella digitalizzazione, con 9 mila posti di lavoro nuovi nel settore del software.

Anche se il Gruppo Volkswagen sembra abbia retto meglio del previsto lo scandalo relativo alle emissioni inquinanti, conosciuto anche con il nome di dieselgate, all'orizzonte si stanno profilando delle misure drastiche per contenere i costi di questa brutta avventura. "Si tratta di una grande passo in avanti, senza dubbio uno dei maggiori nella storia del gruppo", ha affermato il responsabile della marca Volkswagen, Herbert Diess, sottolineando che il brand "costruisce auto straordinarie, ma non guadagna abbastanza". Il piano, inoltre, prevede di ridurre in maniera significativa sia i modelli e che le configurazioni offerte con l'obiettivo di aumentare la produttività del 25%.

Il CEO Matthias Müller è convinto che l'accordo con i sindacati renderà Volkswagen più competitivo e produttivo. "La salvaguardia del lavoro a lungo termine può essere assicurata solo con una solida base dell'azienda". Tuttavia non ci saranno licenziamenti forzati. E se è vero che in 30 mila saranno licenziati, è anche vero che verranno creati 9mila nuovi posti di lavoro. Il rilancio di Vw dopo il dieselgate è affidato "all'auto elettrica e alla digitalizzazione", che diventeranno gli obiettivi strategici dell'azienda, scrive ancora il quotidiano economico. Oggi il costruttore tedesco impiega 624'000 persone in tutto il mondo di cui 282'000 in Germania. La notizia, anticipata dall'Handelsblatt, è stata poi confermata dalla casa di Wolfsburg.