Google Traduttore ora si basa su un sistema di reti neurali

Google Traduttore ora si basa su un sistema di reti neurali

Google Translate (Traduttore in italiano) diventa più intelligente. In pratica, le parole non verranno più prese singolarmente, tradotte e interpretate a seconda di quelle vicine ma il sistema prenderà in esame tutta la frase e offrirà una traduzione automatica. E questo dovrebbe essere possibile attraverso l'utilizzo delle reti neurali, un modello matematico composto da neuroni artificiali che dovrebbero funzionare sulla falsariga del cervello umano, sviluppando quindi un apprendimento automatico. Questo perché invece di limitarsi a convertire da un idioma all'altro singole parole o brevi porzioni di una frase, il sistema analizza il testo nella sua interezza, così da coglierne il significato e il contesto, offrendo dunque una traduzione più affidabile e verosimile.

Facendo tesoro di tali risorse, Google sta cercando di coinvolgere sviluppatori e talenti di tutto il mondo per far conoscere più da vicino tali tecnologie, lanciando un portale unificato dedicato all'Intelligenza Artificiale. Negli ultimi mesi ci siamo imbattuti in vari progetti legati al mondo della AI, abbiamo approfondito i temi del machine learning e delle reti neurali e sperimentato anche i primi applicativi che fanno uso dell'intelligenza artificial, dando vita a qualcosa di concreto come Progetto Magenta e un algoritmo proprietario di Google, con risultati decisamente promettenti per il futuro.

Il responsabile prodotti di Google Translate, Barak Turovsky, ha dichiarato tramite un post sul blog ufficiale che l'intenzione di Google è di applicare questa tecnologia a tutte le 103 lingue supportate sia a livello mobile che sulla piattaforma web.