Bombe carta al Moi, tensione residenti-migranti nell'ex villaggio olimpico occupato dagli immigrati

Bombe carta al Moi, tensione residenti-migranti nell'ex villaggio olimpico occupato dagli immigrati

Notte di tensione a Torino, tra le palazzine dell'ex Villaggio olimpico. Un centinaio diextracomunitari è sceso in strada in seguito al lancio di alcunipetardi da parte di persone che sono poi fuggite. Alcune centinaia di migranti hanno protestato davanti alle palazzine dell'ex MOI, in modo piuttosto violento secondo alcuni testimoni, ma non sono ancora chiare le cause della protesta e delle nuove tensioni con gli abitanti della zona, che da tempo aspettano un piano di riqualificazione e la sistemazione dei migranti in strutture più idonee. Molti degli occupanti sono richiedenti asilo, ma ci sono anche migranti che non hanno titolo per farne richiesta e che devono essere gestiti diversamente. Ci sono dei ragazzi del Moi lì davanti, forse vengono investiti dalla botta, forse quei petardi erano davvero per loro, che qualche giorno fa davanti al bar storico degli ultras granata litigano con alcuni tifosi.

Per capire che cosa sia accaduto bisogna però partire almeno dalle 22, quando ormai la partita Napoli-Dinamo Kiev è terminata, e davanti alla sala scommesse "Match point" di via Giordano Bruno, a trenta metri da piazza Galimberti, a duecento dalle palazzine occupate, esplodono due bombe carta. Sono tutti ragazzi di colore, del Ghana, della Nigeria, del Camerun. E le grida "razzisti", "bastardi", "carogne " sono diventate in attimo cori, una manifestazione in strada che ha bloccato il traffico, richiamato fuori casa la gente che un attimo prima stava andando a dormire. E colpiscono con violenza. Davanti c'è una barriera umana impenetrabile, infuriata, pronta a prendersela con chiunque. Hanno tremato le tapparelle e i vetri. Poco dopo è arrivato anche un gruppo di attivisti del movimento di estrema destra Casapound, a cui però le forze dell'ordine hanno impedito di venire a contatto con i migranti. "Avevamo paura, non per noi adulti, ma per i nostri bambini". "Noi stavano guardano da lontano, avevamo paura" dice Umberto al quotidiano di Torino. Una notte di tensione e paura quella vissuta nel capoluogo piemontese.