Tre donne accusano Trump di molestie sessuali

Tre donne accusano Trump di molestie sessuali

Oggi gli strali delle associazioni femministe e in generale di tutto l'ambiente democratico (e non) trovano appoggio nella denuncia di cinque differenti donne che hanno deciso di raccontare le molestie sessuali subite proprio mentre si trovavano in compagnia di Trump.

"Questo intero articolo è pura fiction e il fatto che il New York Times lanci un attacco completamente falso e coordinato teso a gettare fango su Mr Trump, è molto pericoloso".

"Un insulto alle parti opportunità": così Hilary Clinton ha definito il comportamento del suo rivale Trump. Poi Trump ha smentito di aver mai fatto davvero quel che diceva in quelle conversazioni, bollandole come "discorso da spogliatoio".

Molestie sessuali su una compagna di viaggio in aereo e su una centralinista della sua società. Rachel Crooks, allora 22enne receptionist in una società immobiliare nella Trump Tower di New York, sempre al Times ha detto che nel 2005 incontrò Trump davanti a un ascensore del palazzo e si presentò al ricco uomo d'affari. Cominciò a baciarla sulla guancia, poi, dice la donna, "mi baciò direttamente sulla bocca". Le accuse che il candidato liquida quindi come macchina del fango sono emerse dopo che sulla stampa sono apparse registrazioni risalenti al 2005 nelle quali l'oggi 70enne magnate faceva commenti su come la sua celebrità di fare "qualsiasi cosa" alle donne. "Il fallimentare New York Times - si difende - ha scritto un altro pezzo su di me".

La terza donna ha detto di aver ricevuto le attenzioni del tycoon all'età di 23 anni presso Mar-a-Lago, il resort di proprietà di Donald Trump a Palm Beach, Florida. Persino Mike Pence, candidato alla vicepresidenza con Trump, ha preferito prendere le distanze dalle parole del magnate statunitense.

Come se non fossero abbastanza le tre testimonianze precedenti, nelle ultime ore è spuntata una quarta accusatrice, Cassandra Searles, Miss Washington 2013.

Una difesa più articolata ma terribilmente goffa è stata invece portata avanti da Katrina Pierson, una delle portavoce della campagna di Trump, che ha spiegato in diretta televisiva che nei primi anni Ottanta, quando Leeds dice di essere stata aggredita da Trump, i sedili degli aerei avevano braccioli fissi e quindi Trump non avrebbe mai potuto fare quello di cui è accusato. "Mi toccava continuamente il fondoschiena e mi ha invitato nella sua stanza d'hotel". E' quanto emerge dal comunicato di Jason Miller, dirigente della campagna del candidato repubblicano.