Referendum, D'Alema: Da blocco del "sì" minacce e insulti

Referendum, D'Alema: Da blocco del

La proposta: tagliare il numero dei deputati da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200. "Oggi il Paese è diviso sulle regole e i principi e le soluzioni sono stati cacciati dalla porta", ha aggiunto. "Anche secondo D'Alema "la vittoria del no non fermerebbe il processo costituente", l'auspicabile vittoria del no non porterebbe alla catastrofe e inoltre obbligherebbe alla revisione della legge elettorale".

L'ex premier ha criticato il "cosiddetto partito della nazione, che coincide con la maggioranza di governo" e che è "sostenuto da alcuni dei cosiddetti poteri forti, anche con toni un po' minacciosi". Spesso questo è avvenuto "con operazioni che resteranno scritte nei manuali della politica, come quella compiuta a Roma: resterà nei manuali per spiegare come non si fa la politica". Il populismo dall'alto è molto più pericoloso del populismo del cittadino comune. D'Alema ha concluso rivolgendo un appello a tutti i parlamentari a firmare la proposta di legge di Quagliariello per il taglio dei deputati, a partire da quelli del Pd, che "non potrebbe sottrarsi". Niente di cui stupirsi per Quagliariello: "Io non mi converto alle idee di D'Alema e tanto meno D'Alema alle mie". La proposta si articola in due interventi normativi: il primo, un ddl costituzionale con il quale si riduce il numero dei parlamentari dagli attuali 945 a 600 e si riafferma l'elezione diretta e a suffragio universale del Senato. E, ancora: Pippo Civati di Possibile, Renato Brunetta e Paolo Romani di Forza Italia. Gli attacchi a Matteo Renzi non sono finiti qui. "Se il presidente del consiglio cerca di veicolare attraverso fonti compiacenti questo tipo di argomenti e' perchè non ha reali argomenti" mentre "bisogna convincere gli elettori di destra indecisi sottolineando che quello che ha messo in piedi Renzi non ha niente a che vedere con un modello semipresidenziale", osserva Fini alludendo a una battaglia storica della destra per il presidenzialismo. "Questa proposta può passare in cinque mesi". Il ping-pong polemico è proseguito alla riunione dei Comtati per il NO. D'Alema ha parlato di un clima "di paura e di intimidazione" avvertito da chi ha intenzione di votare 'No': "Per il 'Sì' c'è uno schieramento abbastanza vasto, minaccioso, che lancia insulti che non dovrebbero appartenere al confronto cui siamo chiamati, alimentando un clima di paura e intimidazione da far sentire in colpa chi è per il 'No' come se portasse il Paese verso il baratro".

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