Referendum Costituzionale 2016, Onida fa Ricorso

Referendum Costituzionale 2016, Onida fa Ricorso

Onida insieme a Barbara Randazzo, docente di diritto costituzionale all'Università di Milano, ha presentato ricorso urgente innanzi al Tar del Lazio e al tribunale di Milano, impugnando il decreto per l'indizione del referendum. Nelle contestazioni alla base del ricorso, la presenza in un unico quesito di una pluralità di "oggetti eterogenei".

Inoltre, anche lo stesso decreto con sui si indice il referendum, configura lo stesso come confermativo della legge ma anche questo aspetto parebbe, ai ricorrenti illegittimo, e non rifletterebbe la tendenza a "garantire le minoranze nel caso di approvazione parlamentare della legge con una maggioranza inferiore ai due terzi". A presentarli sono stati il professor Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, e la professoressa Barbara Randazzo, in qualità di cittadini-elettori.

La possibilità di spacchettare il quesito, e quindi di consentire agli elettori di esprimersi su più domande, era già emersa nei mesi scorsi, ma non si era concretizzata. "L'obiettivo è ottenere che il decreto di indizione del referendum sia portato all" esame della Consulta. "Una prerogativa a cui la Consulta può ricorrere "avvalendosi, anche d" ufficio" "dei poteri di sospensione ad essa attribuiti", si legge nel ricorso. Anche qui si sottolinea che la legge sottoposta a referendum "ha oggetto e contenuti assai eterogenei, tra di loro non connessi o comunque collegati solo in via generica o indiretta, e che riflettono scelte altrettanto distinte, neppure tra loro sempre coerenti". "Poi gli altri rilievi sono molto tecnici visto che si scrive che il quesito è stato "...formulato con riferimento al titolo della legge costituzionale anziché agli articoli della Costituzione che vengono modificati".