Pif e Miriam Leone insieme In guerra per Amore

Pif e Miriam Leone insieme In guerra per Amore

Pif dopo aver raccontato che 'la mafia uccide solo d'estate' prende la macchina del tempo e torna alla II Guerra mondiale per svelare come la mafia sia cresciuta esponenzialmente grazie all'avallo degli Stati Uniti d'America, fino a divenire classe dirigente in Sicilia.

Il patto tra gli americani e la mafia per liberare la Sicilia è raccontato nel Rapporto Scott, dal nome dell'ufficiale che nel 1943 fece una relazione sul "Problema della mafia in Sicilia", un documento che è stato desecretato recentemente a Londra e che ha dato a Pif lo spunto per realizzare il film. Una produzione Wildside con Rai Cinema. Per favorire lo sbarco i vertici dell'esercito americano chiesero a Lucky Luciano di intercedere presso i suoi amici mafiosi rimasti in Sicilia e per ricompensarli per il loro aiuto il governo provvisorio affidò loro ruoli chiave nelle amministrazioni. Una pellicola ambientata nel pieno della seconda guerra mondiale, che racconta lo sbarco degli americani in Sicilia e l'ascesa della mafia in politica e lo fa con quel giusto connubio di leggerezza e serietà di cui Pif è capace. "Raccontiamo una cosa che pochi sanno ed è un errore perché quegli avvenimenti hanno cambiato il destino del nostro Paese", ha detto Pif ad askanews. L'unico modo per raggiungere l'isola italiana, durante la guerra, è arruolarsi nell'esercito americano, ma poiché Arturo ama perdutamente la sua Flora, è disposto a fare anche questo pur di sposarla. "Se noi viviamo in un Paese con questa mafia qua, con questa situazione qua, in parte lo dobbiamo alle scelte fatte nel '43 dagli americani". Quello che nel film di Pif scivola in secondo piano è la storia dei personaggi e le loro vicende che sembrano raccontate alla leggera, con le diverse vicende che sembrano solo sfiorarsi, mancando gli intrecci per disattenzione.

"Secondo Camilleri addirittura il 90% dei soldati americani che sbarcano in Sicilia sono di origine siciliana, quindi succedeva, ed è documentato, che il nipote bombardi la nonna, ora non per uccidere la nonna, però". Noi abbiamo un po' cancellato anche perché, secondo me, non vogliamo ammettere che eravamo dalla parte del torto: noi eravamo dalla parte di Hitler.

In guerra per amore è un film, come Pif ha dichiarato:"In grado di far scorrere su un binario parallelo una storia privata e la Storia". "Sarebbe stata la prima persona a cui lo avrei mostrato, ne abbiamo parlato mentre giravo, aveva intenzione di venire sul set. - ha confessato Pierfrancesco Diliberto - Non voglio passare per l'esperto di Scola perché l'ho conosciuto l'ultimo anno della sua vita, però quell'anno è stato come se valesse 20 anni".