Oliver Stone alla Festa del cinema: "Siamo tutti schedati"

Oliver Stone alla Festa del cinema:

"E' interessante esplorare cosa ha fatto, la maggior parte delle persone e della stampa non ne ha colto significato: questo film vuole farlo", prosegue Stone, sottolineando come "nel 2013 Snowden non fosse simpatico agli americani: chiunque rivela segreti governativi e militari è considerato un cattivo". Su tutti la recitazione perfetta di Joseph Gordon Levitt che, interpretando Snowden, ha l'occhio di bue costantemente puntato addosso.

Tre volte premio Oscar, il regista americano ha accompagnato nella Capitale Snowden, sua ultima fatica poco amata in patria e qui in uscita il prossimo 1° dicembre con la BIM.

Cosa é avvenuto nella testa di Edward Snowden quando ha deciso di passare da onorare e servire la propria Patria a vendere qualunque suo segreto, il regista Oliver Stone tenta di rispondere a questo interrogativo tracciando il ritratto di una delle figure più controverse del ventunesimo secolo, un uomo accusato della più grande violazione dei sistemi di sicurezza nella storia dei servizi segreti americani. Ri-analizzando tutto ho capito cosa Snowden volesse rivelare e volevamo rendere chiaro il suo messaggio.

Nonostante Snowden sia un film, è risaputo che lavori di tale caratura etico-politica facciano storcere il naso a più di qualcuno nell'industria cinematografica, vuoi per reticenza, vuoi per mancanza di fiducia verso un argomento così delicato. Riconosco che si tratta di un lavoro difficile proprio per la complessità delle informazioni divulgate da Snowden. Snowden ha visto il film e gli piaciuto molto. Poi i tempi sono diventati più maturi, la caccia alle streghe comuniste è finita, Hollywood conosce un tempo di rinascita e vede crescere una sua altrettanto valida alternativa nel cinema newyorkese (quello di Allen, Scorsese o Cimino, per intenderci). Da Paesi oggi alleati che un domani potrebbero non esserlo più (dal Giappone all'Austria di cui Stone inquadra nelle verdi valli le mucche come potenziali nemiche), a leader di Paesi del Terzo mondo: l'intelligence si è predisposta con l'informatica a mandarli in blackout e a gettarli nel panico. Ma cosa ha spinto Ed Snowden ad abbandonare una sudata carriera e a mettersi in conflitto con le istituzioni che aveva giurato di proteggere? Ci sono state interferenze durante la lavorazione?

Non poteva ovviamente mancare una considerazione sulle prossime elezioni presidenziali: "Tutti in Europa siete sconcertati per la candidatura di Donald Trump, ma io non credo proprio possa farcela". I connazionali sono per Stone "persone aggressive, che hanno totalmente perso l'idea di pace", sono stati inferociti da anni ed anni di bieco capitalismo e si sà che "il capitalismo senza freni è un animale che prima o poi degenererà!". Negli Usa il film ha avuto accoglienze contrastanti da parte di pubblico e critica, c'è chi l'ha recensito positivamente e chi l'ha massacrato. "Non credo che Clinton rappresenti un cambiamento", ha rincarato la dose. "E' come se Lindsay avesse preservato il lato umano di Ed", afferma Oliver Stone.

Per scrivere (per la precisione, co-scrivere insieme a Kieran Fitzgerald) la sua storia, Stone si è ispirato ai due libri The Snowden Files di Luke Harding e Time of the Octopus di Anatoly Kucherena. Il film ripercorre gli eventi passo passo, tornando indietro fino all'ingresso di Ed Snowden nella CIA. L'NSA lo sapeva ma non ha diffuso l'informazione all'FBI. Siamo tutti schedati in una base dati. E allora mi chiedo, perché l'America ha utilizzato dei controlli di massa? Lo scopo di questo controllo quindi, per me, non è quello di colpire i terroristi, ma di controllarci tutti, d'influenzare la politica mondiale, l'abbiamo visto in questi giorni, in Siria, in Iraq, in Ucraina, perfino in Brasile.