Nobel con giallo, l'Accademia di Svezia non riesce a parlare con Dylan

Nobel con giallo, l'Accademia di Svezia non riesce a parlare con Dylan

E una fonte vicina al cantante contattata dal Washington Post riferisce che "Dylan non ha fatto alcun accenno al premio per tutta la giornata".

E in molti iniziano a sospettare che il Nobel possa non essere gradito all'artista, da sempre contro il "sistema" e le convenzioni.

E non poteva mancare il commento soddisfatto di Francesco De Gregori, che con il suo album "Amore e furto" ha testimoniato tutto il suo amore e la sua ammirazione per il menestrello di Duluth. Oltre 24 ore dopo l'assegnazione del premio Nobel per la Letteratura, il cancelliere dell'Accademia ha dichiarato di aver raggiunto l'agente e l'organizzatore del suo tour, ma di non essere riuscito a parlare direttamente con lui. E tuttavia il silenzio di Dylan potrebbe trasformarsi in un imbarazzo per i giurati che per la prima volta nella storia hanno assegnato il riconoscimento a un musicista.

Bob Dylan è diventato premio Nobel per la Letteratura. Nelle canzoni di Bob Dylan ci sono sempre stati ideali di elevazione spirituale attraverso precisi valori quali l'altruismo, la testimonianza della verità e l'impegno civile a fianco degli oppressi. Su un'altra pagina dello stesso giornale, il giornalista Greil Marcus lo definisce "Maestro di cambiamento" e, rassicura il Premio Nobel che 52 anni fa 'confidava' in "I Shall Be Free No. 10": "Sono un poeta, lo so, spero di non rovinare tutto": "Non lo hai fatto" afferma Marcus.

E poi c'è Alessandro Baricco che all'Ansa ha detto: "È un grandissimo". Persino Giovanni Guareschi (creatore di Don Camillo, 20 milioni di copie vendute nel mondo) venne candidato al Nobel nel 1965, in compagnia di Moravia e Ungaretti appunto, ma a questi e altri scrittori venne preferito il russo Solokhov.

Mi sembra che il giapponese Murakami sarebbe stato più adatto al Nobel, perché lì c'è veramente una letteratura profonda, una filosofia, uno stile, una nuova estetica.

Rob Sheffield di Rolling Stone, invece, si lancia in un ardito paragone scomodando addirittura il filosofo e saggista statunitense Ralph Waldo Emerson che nella sua analisi del 1850 su William Shakespeare parlava di un "sangue grezzo e caldo che scorreva nel processo creativo e nei lavori del Bardo".

Altri sono stati più acidi con i commenti. Irvine Welsh, autore di Trainspotting, ha scritto: "Sono fan di Dylan ma questo è un premio mal concepito, in nome della nostalgia, e distorto dalle proteste stantie di vecchi hippie deliranti".

Il Nobel continua a perdere credibilità, almeno per la famigerata e ambita medaglia alla letteratura. "Lo stesso che anima le canzoni di Dylan". Qualcuno fece anche il nome di Dylan, ma era già allora costosissimo e tutti quei concerti si facevano senza soldi pubblici ma rischia domai tasca propria. Ma, in fondo, ne ha mai avuta? "Penso che l'accademia svedese sia sia resa ridicola".