Lavoratori stranieri producono 127 miliardi di ricchezza in Italia

Lavoratori stranieri producono 127 miliardi di ricchezza in Italia

Il Pil prodotto dagli stranieri in Italia è infatti pari a 127 miliardi di euro (l'8,8 per cento del Pil nazionale), di poco inferiore al fatturato del gruppo Fca (Fiat Chrysler Automobiles), che è pari a 136 miliardi.

Secondo lo studio della Fondazione Moressa, le aziende condotte da immigrati contribuiscono, con 96 miliardi di euro, alla creazione del 6,7% del Valore Aggiunto nazionale. Oltre la metà del "Pil dell'immigrazione" deriva dal settore dei servizi (50,7%), ma l'incidenza maggiore si registra nella ristorazione dove gli stranieri producono il 19% della ricchezza complessiva.

Uno dei primi benefici dell'immigrazione sono, appunto, i contributi pensionistici versati dagli stranieri occupati: nel 2014 hanno raggiunto quota 10,9 miliardi che - se si riparte il volume complessivo per i redditi da pensioni medi - sono equivalenti a 640mila pensioni italiane, come ha sottolineato Enrico Di Pasquale nella relazione di presentazione del rapporto. Basta solo considerare che l'immigrazione costa allo Stato italiano 15 miliardi, i quali corrispondono all'1,75% della spesa pubblica totale di 800 miliardi.

A livello di singoli settori di attività economica, la presenza degli immigrati è concentrata nel comparto del commercio (oltre 200mila imprese su 550mila totali a guida straniera).

Così com'è importante "portare a termine accordi di collaborazione fra gli attori internazionali", come ha sottolineato Luigi Vignali, capo Unità di coordinamento del Ministero degli Affari Esteri, citando a proposito la dichiarazione di New York che prevede per il 2018 un patto internazionale per rifugiati e migranti e il Migration Compact proposto nei mesi scorsi all'Europa dal Governo italiano per ridurre i flussi anche lungo la rotta mediterranea attraverso nuove intese con i Paese d'origine e di transito e in particolare quelli africani, da finanziare con strumenti innovativi come i bond Ue-Africa. I ricercatori della Fondazione Moressa hanno calcolato, comunque, che il "costo" degli stranieri è inferiore al 2% della spesa pubblica. Diverso da chi, si domandano molti. Principalmente nella sanità (4 miliardi), poi l'istruzione (3,7 miliardi) i trasferimenti di denaro (3,1 miliardi), la giustizia (2 miliardi).

Significativo è anche i contributo dato dall'imprenditoria straniera.

Quindi "il reale problema sembra essere la produttività": il tasso di occupazione degli stranieri è nettamente maggiore a quello degli italiani, ma nella maggior parte dei casi (66%) si tratta di lavori a bassa qualifica, che trovano solo in parte giustificazione dal basso titolo di studio della popolazione straniera. Tra l'altro, tra il 2011 e il 2015, le imprese condotte da italiani sono diminute (con un calo del 2,6%), mentre quelle degli stranieri sono aumentate del 21,3%. Significativo anche lo sviluppo dell'imprenditoria straniera: nel 2015 si contano 656 mila imprenditori immigrati e 550 mila imprese a conduzione straniera (il 9,1% del totale).