Kobler condanna tentativo golpe Tripoli

Kobler condanna tentativo golpe Tripoli

Calma apparente nella capitale libica.

Forte tensione a Tripoli, in Libia: ieri notte gli islamisti dell'ex premier Khalifa Ghwell hanno tentato un colpo di Stato per rovesciare il governo di Fayez Sarraj, sostenuto dall'Onu. Un tentativo di golpe che segnala la situazione confusa nella capitale e la debolezza del governo di unità nazionale, che in sei mesi ancora fatica a imporre la sua autorita' in tutto il Paese.

L'ex premier del governo di salvezza libico mai riconosciuto dalla comunita' internazionale, Khalifa Ghweil, non si vedeva a Tripoli da fine marzo. Per il governo legale di Tripoli "l'occupazione del Consiglio di Stato è illegale, il ministero dell'Interno e le forze di sicurezza devono cooperare con la Procura per prendere provvedimenti immediati contro chi ha pianificato e eseguito l'assalto alla sede del Consiglio di Stato tra i politici libici".

Quanto all'esecutivo di al Sarraj, si è riunito d'urgenza nella notte insieme ad esponenti del Consiglio di Stato ed ha ordinato di arrestare gli islamisti golpisti, definendo la loro azione come un "ennesimo tentativo di bloccare l'attuazione dell'accordo politico siglato in Marocco nel dicembre dello scorso anno". In città la situazione oggi è tranquilla: la polizia e le milizie fedeli al governo hanno il controllo della situazione, anche se non è chiaro se arriveranno a uno scontro per ridurre alla ragione la milizia ribelle che è ancora all'Hotel Rixos.

Condannando l'azione del gruppo armato e denunciando i "tentativi di sabotare l'accordo politico promosso dalle Nazioni Unite, Al Serraj ha promesso di "fermare chi tenta di creare istituzioni parallele e destabilizzare la capitale".

Intanto, non è noto dove si trovi il premier Fayez al Serraj, che secondo alcune fonti sarebbe in Tunisia. Il destino dei 'golpisti' dipende soprattutto da quante milizie armate siano disposte a sostenere l'islamista Ghwell, eventualmente scontrandosi con le forze fedeli a Serraj.

Ghwell avrebbe invitato Abdullah Al-Thinni, capo del governo di Tobruk, ad unirsi a lui per formare un governo di unità nazionale.