Iniziato il processo per l'uccisione dei fidanzati di Pordenone

Iniziato il processo per l'uccisione dei fidanzati di Pordenone

In apertura di udienza, è stata chiesta l'autorizzazione alla citazione del Ministero della Giustizia quale responsabile civile, che la Corte ha respinto. "Da quanto emerge - è la motivazione - l'omicidio è avvenuto in orario serale e non ci sono evidenze che siano stati utilizzati mezzi di proprietà della pubblica amministrazione". Ammesse quasi tutte le prove richieste dalle parti, il collegio giudicante ha fissato le prossime udienze del processo.

Nella puntata di Quarto Grado in onda il 7 ottobre 2016, per la prima volta in tv anche se non vediamo il suo volto, parla Rosaria, la fidanzata di Giosuè Ruotolo. "Ecco perché siamo convinti della sua estraneità ai fatti contestati" ha invece dichiarato l'avvocato Roberto Rigoni Stern, legale di Giosuè Ruotolo, durante una pausa della prima udienza del processo per l'omicidio dei fidanzati di Pordenone, dopo le prime schermaglie processuali sull'ammissione dei testi, in particolare delle persone che quella sera si trovavano al palazzetto dello sport. "A seguito di una complessa attività di indagine integrativa degli investigatori da poco depositata, nuovi e pesantissimi indizi schiacciano alla sua responsabilità il militare in carcere a Belluno", sostiene l'avv.

I genitori di Teresa, entrando in tribunale hanno detto ai cronisti: "Il nostro pensiero va a nostra figlia, ai ricordi". La Patrone si rende conto di aver sbagliato nel dire alle amiche delle cose che non pensava o che forse avrebbe dovuto tenere per sè perchè facilmente fraintendibili e spiega anche di non aver raccontato a nessuno di Facebook perchè, sapendo che il profilo era stato creato in caserma, aveva paura che Giosuè potesse finire nei guai. Non sappiamo come vivremo il processo. "Il cerchio si chiude intorno all'imputato che farebbe bene a confessare visto che ormai tutto porta verso la sua colpevolezza. Abbiamo piena fiducia nella giustizia". "Manca solo scoprire dove e quando si è procurato la pistola e poi per il resto ormai tutto e chiaro" conclude il legale, che ha rivolto "complimenti agli investigatori e alla Procura di Pordenone per la qualità e serietà del loro lavoro".