In Italia oltre 5.000 le vittime di pedofilia. Boom della pornografia +534%

In Italia oltre 5.000 le vittime di pedofilia. Boom della pornografia +534%

E' l'invito che rivolge Terre des Hommes - che oggi ha presentato il quinto dossier sulle condizione della violenza dei minori in Italia - per celebrare la Giornata mondiale dell'Onu delle bambine e delle ragazze.

Il numero di minori vittime di abusi e violenze è aumentato rispetto al 2011: cinque anni fa, infatti, la cifra era di 4946 minori. Tra chi subisce abusi e violenze il 60% sono bambine e ragazze, ma il dato sale all'87% quando si tratta di violenze sessuali e al 91% in caso di minori entrati nel giro della produzione di materiale pornografico.

E - viene sottolineato - nell'81 per cento dei casi presi in esame (5.080) le vittime sono bambine e ragazze. Lo documentano i dati del ministero della Giustizia che segnalano in carico dei Servizi sociali 817 minori di sesso maschile condannati per violenze sessuali; 267 invece sono responsabili di sfruttamento della pornografia e prostituzione minorile. "I numeri sono impressionanti e non lasciano spazio a dubbi", commenta Raffaele K. Salinari, presidente di Terre des Hommes: "La prevenzione della violenza sui minori deve essere una priorità delle istituzioni". Bisogna abbattere gli stereotipi di genere tra i ragazzi come strumento per prevenire la violenza sulle donne domani.

"La Campagna Indifesa di quest'anno - ha precisato Salinari - punta i riflettori anche sulle bambine che vivono in zone teatro di guerra e nelle emergenze migratorie che ne conseguono, per proteggerle e tutelarne i diritti fondamentali alla salute, allo studio, alla libertà".

"Se la violenza colpisce ancora troppe bambine in Italia - dicono i portavode di Terre des Hommes - si può dire che purtroppo sia anche il pane quotidiano delle giovani migranti in fuga da conflitti, dittature e miseria". Tante sono le donne che arrivano incinte sulle nostre coste. È questo il percorso che segue Terre des Hommes con i minori non accompagnati nell'ambito del progetto Faro che mette l'attenzione sulle principali violazioni dei diritti di bambine e ragazze migranti e promuoverne gli interventi per la loro protezione. "Tutte hanno subi'to traumi da privazioni e violenze e necessitano di un'assistenza psicologica specifica, che le sostenga nel recupero della propria coesione identitaria, come persone degne di valore". In Iraq e Siria migliaia di donne e ragazze sono ridotte a schiave dei combattenti. In altri casi, pero', i piu' piccoli finiscono con l'imbracciare un fucile perche' spinti dalla poverta', dall'esclusione sociale o dal desiderio di vendetta per le violenze subite dalla loro famiglia. Un'altra piaga infantile che si è acutizzata con il conflitto - segnala sempre il dossier - è quella dei matrimoni precoci, che coinvolge moltissime ragazzine profughe siriane.