Google Pixel XL: i primi benchmark sono deludenti

Google Pixel XL: i primi benchmark sono deludenti

I punti appena riportati, anche se sono abbastanza alti, risultano essere più o meno simili a quelli ottenuti da dispositivi che vantano a bordo la CPU Snapdragon 820, S821 infatti tende a scaldarsi molto durante processi di routine come la navigazione internet o l'invio di un semplice messaggio. Quella anteriore (Sony IMX179), per i selfie, è da 8 megapixel mentre quella posteriore (Sony IMX378) è da 12.3 megapixel. Nel Pixel, parliamo di un Amoled da 5 pollici con risoluzione FullHD (1080 x 1920 pixel) mentre, nel Pixel XL, la diagonale del monitor raggiunge i 5.5 pollici e la risoluzione diventa QHD (1440 x 2560). La buona è che mai come quest'anno si vocifera di possibili accordi con gli operatori telefonici Vodafone, 3 Italia, Tim e Wind, anche perché, sia in riferimento al Google Pixel sia al Pixel XL, i costi sono maggiori.

Entrambi i device gireranno su Android 6.0 (Marshmallow) e, sicuramente, saranno aggiornabili alle versioni successive del sistema operativo. Grazie al supporto della ricarica rapida, i telefoni possono avere 7 ore di autonomia collegandoli per soli 15 minuti. A spingerlo ci pensa il processore SoC Qualcomm Snapdragon 821 quad core con 4 GB di RAM e da 32 o 128 GB, non espandibile, di storage.

Niente dal punto di vista delle performance, ma sull'aspetto dei consumi? Tuttavia, ciò non esclude l'opzione di acquisto in un mercato estero.

Ma non temete, se siete ancora intenzionati ad acquistare uno dei dispositivi di Google, Pixel XL è ancora disponibile nella versione da 32 GB nella colorazione "Quite Black".

Dopo 7 anni di onorata carriera la serie Nexus va in pensione, lasciando spazio ad una nuova generazione di Googlephone: Pixel e Pixel XL.

Queste nuove funzionalità, al momento presenti sui Pixel e sul Pixel Launcher, potranno essere implementate anche su altre applicazioni grazie al rilascio delle API dedicate realizzate da Google.