Clima, ok dell'Ue ad accordo di Parigi

Clima, ok dell'Ue ad accordo di Parigi

La prossima settimana anche il Parlamento europeo dovrebbe dare il suo consenso, garantendo all'Ue la possibilità di partecipare alla prossima conferenza delle parti con le carte in regola per cominciare a discutere dell'applicazione dell'accordo.

Bruxelles, 30 set. (askanews) - L'Unione Europea ha trovato l'intesa per procedere alla ratifica dell'accordo sul clima di Parigi.

Questo vuol dire che, dal momento che per entrare in vigore il trattato ha bisogno di essere ratificato da almeno 55 Stati per almeno il 55% delle emissioni, l'Accordo di Parigi diventerà operativo un mese dopo che queste condizioni si saranno verificate, dunque in tempo per la Conferenza Onu sul Clima di Marrakech (Cop22) che si terrà dal 7 al 18 novembre 2016. Il rapido via libera dell'Ue è arrivato in risposta alla ratifica a tempo record compiuta da Cina e Usa a inizio settembre e all'imminente conclusione dell'iter anche da parte dell'India. "Noi l'abbiamo voluto", ha sottolineato, e "l'abbiamo visto inserito nella dichiarazione finale". Nell'ultimo paragrafo della dichiarazione congiunta ci sono infatti un richiamo al ruolo di "orientamento strategico" del Consiglio e un riferimento al principio di "equità" nella distribuzione dello sforzo di riduzione delle emissioni. Roma la ritiene penalizzante, perché fissa parametri di conteggio delle emissioni che non tengono in considerazione i risultati già raggiunti dal nostro Paese in anticipo sui tempi. C'è ora la questione delle ratifiche nazionali. "Quello che alcuni credevano impossibile è ora realtà", ha twittato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Ad oggi hanno adottato ufficialmente l'accordo 61 paesi, che contano per il 47,8% delle emissioni.

"Cosa succede se un'assemblea nazionale rifiuta di ratificare l'accordo?" Lo ha stabilito il Consiglio dei ministri dell'Ambiente che ha raggiunto una posizione comune dando il via libera alla ratifica con cui si impegna ad accelerare il processo di ratificazione dell'accordo di Parigi sul Clima da parte dell'Ue, che rappresenta il 12% delle emissioni di gas serra. "Non mi aspetto che succeda - ha detto Canete - ma se dovesse accadere sapremo farvi fronte".

Intanto la decisione Ue è accolta con favore da Greenpeace, che parla di "mossa positiva anche se giunta in ritardo rispetto ad altri Paesi come Cina e Usa", ma chiede adesso "più ambizioni".