Almaviva, chiudono le sedi di Roma e Napoli: via oltre duemila persone

Almaviva, chiudono le sedi di Roma e Napoli: via oltre duemila persone

Almaviva Contact è a un passo dal crack ed è arrivata la decisioni shock di chiudere i call center di Roma e Napoli, annunciando 2.511 licenziamenti.

Di fronte agli sviluppi dell'Accordo siglato il 31 maggio 2016 ed in presenza dell'ulteriore, drastico aggravamento del conto economico e dei risultati operativi, la Società AlmavivA Contact - in coerenza con quanto evidenziato nei Tavoli di monitoraggio mensili - ha annunciato ieri l'apertura di una procedura di riduzione del personale, all'interno di un nuovo piano di riorganizzazione aziendale. Ma il perdurare delle perdite riportate dall'azienda, pari a 1,2 milioni di euro su ricavi mensili di 2,3 milioni di euro nel periodo successivo all'accordo, hanno portato in un'altra direzione. "Il piano coinvolge il 5 per cento del personale attualmente in forza al gruppo a livello globale". Per quanto riguarda il capoluogo siciliano, sembrerebbe confermato il trasferimento degli operatori part time che lavorano sulla commessa Enel, che scadrà il prossimo dicembre, nella cittadina di Rende, in Calabria, ed il cui numero oscillerebbe sui 338 lavoratori.

Inoltre, rileva ancora Almaviva, "si è certificato il perdurante andamento di gare ad evidenza pubblica bandite o aggiudicate a tariffe del tutto incompatibili con il costo del lavoro, dai casi più volte denunciati del servizio infoline del Comune di Milano e dello 060606 del Comune di Roma, fino alla recente gara per il servizio Recup della Regione Lazio con base d'asta sottostante i minimi contrattuali di qualsiasi contratto nazionale di lavoro".

Secondo la normativa, la società aprirà un confronto con i sindacati per esaminare l'impatto sociale ed occupazionale nei prossimi 75 giorni. Per i delegati Slc Cgil: "le motivazioni addotte dall'azienda sono palesemente pretestuose e strumentali, nei confronti delle organizzazioni sindacali e del Governo". Anche lo stesso Governo si era impegnato a trovare una soluzione ad un annoso problema che abbiamo nel nostro paese: le continue gare al ribasso con una scarsa tutela dei diritti dei lavoratori e soprattutto della qualità del servizio. "Respingiamo con fermezza tale decisione, ribadendo che i lavoratori hanno già pagato un prezzo altissimo". Un annuncio al quale il Governo, attraverso il Viceministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova, ha risposto con un altolà e con un appello alla responsabilità.