Almaviva, chiude Roma e Napoli: tagliati 2.511 posti

Almaviva, chiude Roma e Napoli: tagliati 2.511 posti

Nuovo capitolo nella vicenda dei call center di Almaviva Contact, che "ha annunciato oggi l'apertura di una procedura di riduzione del personale, all'interno di un nuovo piano di riorganizzazione aziendale".

Amalviva giustifica la decisione, parlando di perdite economiche: "Le perdite medie mensili afferenti ai due siti produttivi nel periodo successivo all'accordo del 31 maggio 2016, nonostante l'utilizzo di ammortizzatori sociali, sono pari a 1,2 milioni di euro su ricavi mensili pari a 2,3 milioni di euro". La decisione è stata quindi comunicata a sindacati e ministero del Lavoro. Si tratta dei centralinisti finora impiegati nella commessa Enel, che da gennaio non sarà più gestita dal gruppo.

Allo stesso tempo, viene confermato uno scenario di mercato in costante deterioramento - almeno dieci le aziende del comparto chiuse negli ultimi mesi - che rimane assoggettato ad inalterati fenomeni distorsivi, senza registrare gli effetti delle iniziative di riordino dichiarate. È proprio questa una delle ragioni che nonostante le leggi nazionali ha permesso l'incontrollato aumento delle attività di delocalizzazione in Paesi extra UE, che ha portato a raddoppiare la presenza dei call center che lavorano per il mercato italiano in Albania (dati ufficiali Insta).

Il dramma lavoro arriva nella zona orientale di Napoli. Per i delegati Slc Cgil: "le motivazioni addotte dall'azienda sono palesemente pretestuose e strumentali, nei confronti delle organizzazioni sindacali e del Governo". La prossima settimana è previsto un incontro al Mise per affrontare il nodo dei trasferimenti in Calabria dalla Sicilia, mentre era già fissato per il 20 ottobre un incontro tra azienda, governo e sindacati sullo stato di avanzamento dell'intesa siglata al ministero a maggio scorso. Il leader Massimo Cestaro è netto: "Respingiamo con fermezza tale decisione, ribadendo che i lavoratori hanno già pagato un prezzo altissimo". Un annuncio al quale il Governo, attraverso il Viceministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova, ha risposto con un altolà e con un appello alla responsabilità. Secondo quanto si apprende "i conti economici di AlmavivA Contact registrano un ulteriore peggioramento che impone l'obbligo di intervenire al fine di garantire l'equilibrio aziendale e di salvaguardare, nella misura possibile, la continuità occupazionale".