A Santos il Nobel per la Pace. La Colombia ritrova la speranza

A Santos il Nobel per la Pace. La Colombia ritrova la speranza

Questo Nobel potrebbe dare nuovo impulso al processo di pace volto a mettere fine a 52 anni di guerra costata la vita a 260 mila persone.

Il presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, ha affermato che "la pace in Colombia" è "vicina", all'indomani degli incontri con due dei suoi predecessori, entrambi contrari all'accordo di pace firmato con le Farc. A seguito della conclusione delle trattative, l'accordo fu sottoposto il 4 ottobre ad un referendum, mentre Santos incassò gli elogi della comunità internazionale, dal presidente Obama all'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini. "L'unico premio a cui aspiriamo è la pace con giustizia sociale per la Colombia, senza gruppi paramilitari di estrema destra, senza rappresaglie contro i ribelli di sinistra, o bugie". L'equipe di negoziatori del governo e' composta dal ministro degli Esteri, Maria +üngela Holgu+¡n, quello della Difesa, Luis Carlos Villegas, e dal capo negoziatore con la guerriglia, Humberto de la Calle, che si era dimesso dopo il fallimento del referendum. Uribe è stato il primo promotore del "no", mentre Santos ha spinto a favore del "sì". Sebbene sia andata alle urne solo il 37,5% della popolazione l'esito della consultazione popolare è stato talmente sorprendente che l'accordo non prevedeva un piano B (tra l'altro l'alto grado di astensionismo suggerisce quanto poco gli abitanti della Colombia credano nella soluzione alla guerra-guerriglia che è uno degli ultimi epigoni della guerra fredda).

Tra le voci di corridoio si parlava anche della cancelliera tedesca Angela Merkel, di papa Francesco e del medico congolese Denis Mukwege, che ha lavorato assiduamente salvando moltissime donne vittime di stupro. "Il Comitato auspica che tutte le parti partecipino in modo costruttivo ai negoziati".

Un premio, dunque, che incoraggia "un processo pià che un risultato", come ha detto la stessa presidente del comitato, la signora Kaci Kullmann Five, "un riconoscimento al lavoro del presidente e anche un forte incoraggiamento a tutte le forze implicate nel processo perchè vadano avanti".

Ma, come spiegano dal Nobel "questo non va inteso come un no alla pace". "Noi speriamo che il premio gli dia la forza per continuare i i suoi sforzi" per arrivare ad un accordo, continua la motivazione, in cui si ricorda come il presidente abbia già incoraggiato tutte le parti a partecipare a nuovi negoziati. Anche di fronte all'assegnazione di questo premio Nobel.