TutiNO, Raggi incassa un'altra figuraccia

TutiNO, Raggi incassa un'altra figuraccia

E' quanto dichiara la sindaca di Roma, Virginia Raggi, lasciando il Campidoglio, rispondendo così - dinanzi alle telecamere - a chi le chiede di commentare l'indisponibiltà manifestata da Salvatore Tutino, giudice della Corte dei Conti, a ricoprire il ruolo assessore al Bilancio nella sua giunta. "Ma il sindaco è Raggi, decida lei e poi, qualunque cosa succeda, si assuma le sue responsabilità". "Avevo dato la mia disponibilità - ha aggiunto - consapevole delle difficoltà e dei rischi che l'impegno avrebbe comportato".

Agenpress - "Mi tiro indietro, sono da 20 giorni sulla graticola e lascio per il clima che c'è all'interno del partito che dovrebbe sostenere la Giunta di Roma". Anche l'ultimo assessore in pectore è 'oggetto di una contesa in cui, più che i curricula, contano le illazioni e dove le falsità e le beghe di una certa politica fanno aggio su professionalità e impegno'. Sul suo nome si stanno concentrando i piani alti di Palazzo Senatorio, nonostante nel 2013 proprio la nomina di Tutino a consigliere della Corte dei Conti si attirò le critiche di alcuni pentastellati, Di Battista in testa.

"Nella legge di stabilita si introduce un tetto massimo di 300.000 euro ai redditi per i dipendenti pubblici - scriveva il membro del direttorio M5S - le amministrazioni non potranno quindi erogare stipendi che, cumulati con quelli già percepiti come pensioni (compresi i vitalizi, conseguenti anche a funzioni elettive), superino questo tetto. Ma pensavo a difficoltà legate all'impegnativo lavoro che mi sarei trovato ad affrontare come assessore al bilancio della Capitale".

"Non posso accettare - spiega Tutino - accuse totalmente infondate e prive di ogni elemento di verità". Accuse che, nelle ultime ore, sono tornate di attualità. "Ma attacchi, del tutto ingiustificati, da parte di esponenti della forza politica che dovrà sostenere le scelte della giunta, minano alla base ogni possibilità di un proficuo lavoro". Da qui, niente più disponibilità per l'assessorato.

Insomma: un'altra tegola sulla giunta Raggi. Perché, se si può dire che il ritiro di Tutino avrà forse fatto piacere ai vertici, senza dubbio è l'ennesimo clamoroso colpo di scena che, nei fatti, impedisce alla sindaca Raggi di iniziare a lavorare davvero, a 3 mesi dalle elezioni, con una squadra decisa e compatta. "Ma un altro nome arriverà presto" dice la sindaca Virginia Raggi a Sky tg24 commentando la rinuncia del magistrato. Ma c'è da scommettere che in Campidoglio saranno ore di altissima tensione.