Shimon Peres "lotta per la vita"

Shimon Peres

Per decenni Peres è stato una personalità controversa, oggetto di forte antagonismo non solo da parte della Destra nazionalistica ma anche, all'interno del partito laburista, da parte della corrente guidata da Yitzhak Rabin. Nel 1992 Rabin riuscì a riportare i laburisti al potere e dietro le quinte Peres manovrò sapientemente per dar vita agli accordi di Oslo: la gloria andò però al suo rivale di partito, con cui spartì il premio Nobel per la pace. Da qui in poi diversi incarichi legati al ministero della Difesa, fino a diventare ministro della Difesa nel 1974 nell'esecutivo laburista guidato da Rabin.

Contrario a qualsiasi compromesso con gli Stati arabi, si convertì al negoziato dopo il 1977, a seguito della storica visita del presidente egiziano Anwar Sadat a Gerusalemme che aprì la porta al primo trattato di pace arabo-israeliano. Ma martedì mattina Peres ha cominciato a cedere.

Con lui se ne va un indiscusso protagonista della politica mediorientale. Assieme hanno avuto una figlia e due figli. Peres immigrò con i genitori in Palestina da bambino, nel 1934, e nel 1947 si unì al movimento Haganah, organizzazione militare sionista sotto la direzione di David Ben Gurion, che diventò il suo mentore politico. "Qualcuno che amavo molto", aggiunge l'ex premier britannico.

IL CORDOGLIO - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e la moglie hanno espresso "un profondo, personale cordoglio per la morte di un diletto della nazione". E mentre il presidente israeliano Benyamin Netanyahu convocava una seduta di lutto, il mondo rendeva omaggio a Peres. "Il mio amico Shimon era una di queste persone", ha detto Obama in un comunicato, ricordando che l'impegno dell'ex presidente israeliano per garantire la sicurezza al proprio popolo e arrivare alla pace era "radicato sulla sua incrollabile forza d'anima e in un incrollabile ottimismo". "Una di quelle personalità che valgono doppio e che ogni tanto la storia ci regala" ha detto Renzi a Rtl 102,5. Ma ancora una volta la maledizione degli Dei era per lui in agguato.

I media riportano che il presidente americano parteciperà ai funerali di Peres che si svolgeranno venerdì. Ma a differenza degli altri due, Perez non ci credeva minimamente.