Roma, nuova tegola sulla giunta Raggi: la procura indaga su Paola Muraro

Roma, nuova tegola sulla giunta Raggi: la procura indaga su Paola Muraro

Oltre all'assenza di un assessore al bilancio, la cui nomina dovrebbe avvenire oggi, si complica la situazione di Paola Muraro, l'assessore all'ambiente indagata dalla Procura di Roma.

I magistrati stanno scavando in alcune delle attività svolte da Muraro nei 12 anni in cui è stata consulente dell'Ama, la municipalizzata per i rifiuti.

La svolta arrivata con "l'ascolto delle nuove telefonate inserite nel fascicolo d'indagine sull'organizzazione guidata da Salvatore Buzzi e Massimo Carminati".

D'altra parte tale anomalia era stata notata anche dall'ex dg Daniele Filippi, l'uomo che ha sostituito Fiscon in Ama quando nel dicembre 2014 è stato arrestato nell'inchiesta Mafia Capitale. "Per questo è adesso indagato con lei per il reato di abuso d'ufficio, sospettato di aver aggirato le norme pur di favorirla".

All'origine dell'inchiesta - spiegano i quotidiani - ci sono trenta telefonate finite nell'inchiesta di Mafia Capitale inizialmente non trascritte perché giudicate irrilevanti per quell'indagine.

Poi "le verifiche degli atti sequestrati presso l'azienda di gestione dei rifiuti".

Ma come è corretto sottolineare, l'abuso di ufficio è tutto ancora da dimostrare. Uno riguarda gli impianti Tmb (Trattamento meccanico biologico) che hanno inghiottito molto più denaro di quanto previsto. E questo per favorire le aziende di Manlio Cerroni accettando, scrive il Corriere, "che gli impianti di AMA lavorassero a regime più basso di quanto era invece possibile e consentendo così alle ditte private di poter smaltire il resto della spazzatura". L'accusa è che Muraro abbia favorito la falsificazione dei risultati per quanto riguarda sia la quantità sia la qualità del materiale trattato.

La delega del pubblico ministero Alberto Galanti - titolare del fascicolo con l'aggiunto Paolo Ielo - si concentra anche su un accordo siglato da Fiscon per farsi assistere nei processi proprio da Muraro. Analizzando le delibere, è anche emerso che Muraro fu scelta nonostante all'interno della municipalizzata ci fosse già chi poteva svolgere le sue stesse mansioni e che pertanto, come la legge prescrive, doveva essere favorito rispetto a un consulente "esterno". Muraro, però, potrebbe anche essere chiamata a giudizio con rito immediato.