Referendum, Renzi: "Si vince con i voti del centrodestra"

Referendum, Renzi:

E adesso, a maggior ragione, per Renzi "è inutile girarci intorno: i voti di destra saranno decisivi al referendum". A dirlo è il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in un'intervista a Il Foglio.

L'approccio del premier è manicheo: chi vota sul merito non può che votare sì, gli altri sono ostacolo al cambiamento. Quanto all'esito del referendum e alle sue conseguenze Cuperlo è netto: "se vince il no io penso che non bisogna drammatizzare l'esito del Referendum perché l'Italia ha tutte le risorse, le capacità, le energie, per affrontare qualunque situazione".

In Italia vi sono tanti sindaci, non necessariamente del Pd, che stanno facendo bene. "Sono loro che personalizzano, non io". "Sulla scheda elettorale in fondo - ha proseguito Renzi - non c'è scritto volete voi cancellare dalla faccia della terra il governo Renzi. Se non prendi il voto degli altri ti chiami minoranza, io voglio essere maggioranza e cambiare le cose" taglia corto Renzi, che si dice disponibile a cambiare l'Italicum e punta tutto sulla spersonalizzazione del voto. Quell'elettore che - spiega - deve oggi decidere cosa fare: se votare sul merito, e quindi votare sì, oppure non farlo, e scegliere il no.

"Abbiamo promesso in Parlamento che questo sarebbe stato l'ultimo governo a chiedere la fiducia nei due rami del Parlamento - ha concluso Renzi - e mi spenderò fino all'ultimo perché questo accada". "Per lui "'il referendum si vince a destra' non è una bella frase detta dal segretario del Pd, e non è una bella frase detta dal presidente del Consiglio, perché il referendum riguarda quasi un terzo della Carta costituzionale, e io - continua Cuperlo - ho sempre pensato che noi dovessimo cercare, sia nella fase in cui la riforma è stata costruita, scritta, votata, che nella fase in cui il popolo italiano si pronuncerà, di tenere assieme questo Paese". Infine, per Miguel Gotor le parole di Renzi "confermano il sospetto che il fronte del si' e i relativi comitati al di fuori del Pd costituiscano la futura architrave di un nuovo schieramento che punta a trasformare il Pd in un partito della nazione neo-centrista". Nel mirino ci sono i grillini, più sullo sfondo D'Alema e la minoranza del Pd.

A seguire, ecco l'ex capogruppo alla Camera Roberto Speranza. Non parla più di dimissioni in caso di sconfitta, il premier: "La mia carriera personale è meno importante del referendum". E su Berlusconi, che proprio in questi giorni ha compiuto ottant'anni, il premier è chiaro: sarà ricordato per quello che ha fatto nel calcio, in tv, nell'editoria, ma non nella politica. Chiosa Pier Luigi Bersani, ospite in serata di Piazza Pulita su La 7: "Il referendum si vince con i voti della destra? Se cosi' Pd perde anima ed elettori".