Raggi, nuova grana: il Ragioniere generale rinuncia

Raggi, nuova grana: il Ragioniere generale rinuncia

Stefano Fermante avrebbe rimesso il mandato nelle mani di Raggi che ha protocollato la dimissione nella giornata di ieri, nonostante la stessa aveva assicurato "Abbiamo una ragioneria che funziona benissimo".

Fermante ha così motivato la sua scelta con i suoi collaboratori: "C'è troppa confusione. Una responsabilità enorme, che non posso sopportare da solo".

Dallo staff del sindaco emerge: "Stiamo riconsiderando alcuni curricula che inizialmente avevamo scartato per un eccesso di rigidità". Probabilmente perché, come sostiene Fermante, si è rifiutata di incontrarlo per ascoltare i problemi che l'ex ragioniere generale stava riscontando.

Fin qui tutto bene, nel senso che le parole e le dichiarazioni si rincorrono, ma allo stato dell'arte tutto è fermo, cristallizzato, una situazione surreale.

La rinuncia all'incarico è stata presentata insieme ad una relazione di 20 pagine, redatta dal dirigente economico Fermante, sul dissesto di Roma Capitale, quasi sull'orlo del fallimento; ecco spiegato tra le righe il vero timore nel rivestire un ruolo gravato certo da un peso non indifferente, gestire delle casse piene sarebbe stato, senza dubbio, un compito molto più agevole, ma nulla può imputarsi alla Raggi neo eletta. Il primo cittadino ha però garantito che in settimana ci saranno i nomi dei due nuovi assessori alle Partecipate e al Bilancio e Patrimonio.

Dal primo gennaio, senza una manovra approvata, si passerebbe alla gestione provvisoria "per dodicesimi". Non solo: dopo venti giorni dalla scadenza il prefetto dovrebbe inviare ai consiglieri comunali una diffida con una deadline finale, oltre la quale l'amministrazione verrebbe sciolta: un'ipotesi per ora lontanissima, ma neanche troppo!