Raggi: "Le quote rosa discriminatorie e offensive per le donne"

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Commentando le dichiarazioni di Raggi e Appendino La Stampa scrive che in passato entrambe avevano dimostrato posizioni diverse, cioè più concilianti con le quote rose, e che le ultime dichiarazioni siano in qualche modo funzionali alla scelta delle nuova giunta di Roma. A margine della Global Win Conference, ha spiegato: "Ho spacchettato le deleghe come da mia idea iniziale, perche' la riorganizzazione delle partecipate deve essere gestita autonomamente da Bilancio e Patrimonio. Quando arriveranno i nomi ve li comunichero'". "Io non assicuro nulla".

Salvatore Tutino, membro del Consiglio di Stato ed esperto di evasione fiscale che avrebbe dovuto assumere l'incarico di assessore al bilancio della Capitale, intanto ha fatto un passo indietro per via degli attacchi oltranzisti arrivati da alcuni esponenti dei 5 Stelle: "ho un ruolo istituzionale e devo difendere l'istituzione da cui provengo: certo non sono un ladro". Ancora con le quote rosa? Quanto all'opportunita' di rendere nota la lista dei candidati, Raggi ha negato questa possibilita' perche' "evidentemente ci sono persone che non intendono comunicare al momento la loro disponibilita'". "Per me - annuncia il sindaco di Roma - la legge sulle quote rosa rappresenta la definizione di una sorta di recinto". È una legge che offende, in primo luogo, proprio le donne, e le relega in una visione anacronistica e primitiva.