Mps: termina primo Cda sotto guida ad Morelli

Mps: termina primo Cda sotto guida ad Morelli

Il Cda di Mps, il primo del nuovo amministratore delegato Marco Morelli, ha deciso oggi in sostanza di modificare il piano di "salvataggio" dell'istituto approvato lo scorso 29 luglio. "Ci aspettiamo inoltre che la banca insisterà sul rischio di una conversione obbligatoria a condizioni peggiori se la banca non riuscirà a raccogliere i 5 miliardi di euro richiesti". L'assemblea degli azionisti sarà quindi convocata entro la fine di novembre. D'altra parte l'ipotesi che possa slittare dalla fine del 2016 all'inizio del 2017 nasce dalla vicinanza con la data del referendum costituzionale annunciata dal Governo: il 4 dicembre. "Alla luce della rapida evoluzione del mercato e delle indicazioni preliminari ricevute da investitori istituzionali sono stati avviati approfondimenti volti, tra l'altro, a recepire nella struttura dell'operazione la possibilità di includere nel contesto dell'operazione un esercizio di liability management (ossia una offerta diretta a titolari di strumenti di debito emessi, o garantiti, dalla banca, finalizzata alla loro conversione volontaria in capitale) secondo modalità ancora in fase di studio". Un improvviso entusiasmo che però si è gradualmente ridimensionato, anche se il titolo si mantiene in positivo e negli ultimi minuti passa di mano a 0,1948 euro, con un rialzo del 3,4% e oltre 43 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 72 milioni di pezzi.

Per quanto riguarda la cessione del pacchetto di crediti deteriorati (27 miliardi lordi), prosegue la due diligence degli advisor Fonspa e Italfondiario per conto, rispettivamente, del Fondo Atlante (che acquisirà la tranche mezzanina da 1,6 miliardi) e Jp Morgan, l'istituto che guida il consorzio di garanzia per l'aumento.

Aumento capitale Mps senza diritto d'opzione?

Fra i temi affrontati dai consiglieri, anche quelli relativi all'organizzazione interna della Banca. In chiusura, però, si è assestato su un più cauto aumento dell'1,43 per cento e di nuovo ai minimi: 19 centesimi.