Morte in campo di Morosini, condannati i tre medici foto

Morte in campo di Morosini, condannati i tre medici foto

Ernesto Sabatini. Pena sospesa per tutti e tre i soggetti coinvolti, condannati anche al pagamento di una provvisionale di 150mila euro, in solido con la ASL di Pescara e la società Pescara Calcio.

Lo ha deciso ieri il giudice monocratico del Tribunale di Pescara, Laura D'Arcangelo - dopo una camera di consiglio durata tre ore - per i tre imputati nel processo riguardante la morte del giocatore dell'Udinese allora in prestito al Livorno Piermario Morosini, avvenuta il 14 aprile 2012 a seguito di un malore avuto allo stadio Adriatico di Pescara.

"Non avremo mai la certezza che seguendo correttamente il protocollo si sarebbe salvata la vita di Morosini - aveva aggiunto -, ma è inaccettabile che quando esiste una chance chi ha il dovere di agire non agisca".

Scattano i soccorsi, uno dei primi ad entrare in campo è il medico sociale del Pescara, Ernesto Sabatini, che all'epoca dichiarò: "Ci siamo subito resi conto che era in arresto cardiaco e abbiamo immediatamente iniziato il massaggio, in attesa che arrivassero l'ambulanza e i soccorsi".

Lo ha detto l'avvocato di parte civile Edoardo Cesari, in rappresentanza di Maria Carla Morosini nel processo sulla morte del fratello Piermario.

Mario Porcellini, medico del Livorno, era l'unico imputato presente in aula. Poi "arrivarono il medico del Pescara e altre persone, si sentivano tante voci, qualcuno mise una cannula nella bocca di Morosini e pensai fossero arrivati gli addetti al soccorso". Infine è stata la volta delle difese di Molfese, assistito da Alberto Lorenzi e Ivo Gabriele, di Porcellini, assistito da Gabriele Rondanina e Massimo Girardi, e di Sabatini, assistito da Giuliano Milia. "Fa una certa rabbia vedere le immagini con il defibrillatore in campo vicino a Morosini e nessuno che lo utilizza". Cesari ha chiesto un risarcimento di 200mila euro per danni non patrimoniali e 130mila euro per danni patrimoniali.