"Il Ponte sullo Stretto è una follia", da Messina barricate contro Renzi

Eppure, nonostante le paure, i dubbi, i costi spropositati e le divisioni politiche, Renzi va dritto per la sua strada ricordando il miglior Berlusconi di sempre, quando il ponte veniva elevato a simbolo di rinascita e rilancio della Calabria sia sotto il punto di vista dei trasporti e delle infrastrutture, sia in termini economici e di occupazione. Renato Accorinti, sindaco di Messina, attivista pacifista, con addosso una delle sue magliette "Free Tibet", parlando con l'Agi conferma il "no" alla realizzazione di un ponte sullo Stretto di Messina, chiarendo che il territorio ha bisogno di altre opere.

L'intervista ha poi toccato anche il tema della banda larga in merito alla quale Renzi si è espresso a chiare lettere: "Io alla Leopolda dissi che avessi dovuto scegliere tra la banda larga e il Ponte sullo Stretto, ero per l banda larga e che bisognava finire la Salerno-Reggio Calabria e le linee ferroviarie siciliane, e lo confermo".

A chi gli ha chiesto del suo stato di serenità e del suo futuro politico, invece, Matteo Renzi ha risposto ironicamente: "Sono sereno, dopo la mia meravigliosa frase, peraltro in perfetta buona fede, non si può dire neanche". "E poi faremo anche il Ponte, portando l'alta velocità finalmente anche in Sicilia e investendo su Reggio Calabria, che è una città chiave per il sud". "Abbiamo concluso la fase di lavoro con i sindacati e siglato un verbale che è la sintesi di questo lavoro sulle tematiche della previdenza", ha annunciato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine dell'incontro con i sindacati. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. Nel verbale di cinque cartelle sono identificate le misure che saranno messe in campo nei prossimi tre anni, fra le quali l'Ape, l'intervento sui precoci e l'estensione e l'aumento della quattordicesima per i pensionati con i redditi più bassi.

Tante le polemiche all'annuncio, come quella di Beppe Grillo, che scrive: "Il Menomato Morale oggi ha detto che è pronto ad aprire i cordoni della borsa (di soldi pubblici dei cittadini) per far ripartire il progetto del Ponte sullo Stretto, un'opera costosissima, inutile e in piena zona sismica". E noi pensiamo al Ponte? L'importante è per i politici non ricordare il dato più imbarazzante: NON realizzare il Ponte sullo Stretto è costato fino ad ora agli italiani, tra costi di progettazione, creazione di società ad hoc, gare d'appalto, penali, ben 300 milioni di euro.

Non sono più morbide le parole dei portavoce di Green Italia, Annalisa Corrado e Oliviero Alotto. Oggi Renzi è sembrato più molto più deciso a cominciare rapidamente i lavori, anche se ha comunque citato l'importanza di altre opere pubbliche.

E le reazioni non hanno tardato ad arrivare.

"Non possiamo che riaffermare una posizione nota e ribadita da anni: Italia Nostra è contraria alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, devastante per il paesaggio, di dubbia sicurezza per l'elevato rischio sismico del territorio". Sarebbe quindi questa la soluzione trovata per i lavoratori precoci, che hanno iniziato a lavorare prima della maggiore età.