Il governo dà il via libera al Def, nel 2017 Pil all'1%

Il governo dà il via libera al Def, nel 2017 Pil all'1%

Anche meno se si considera che l'aumento del deficit si deve anche a un peggioramento del dato sulla crescita che ha fatto crescere "naturalmente" il rapporto tra disavanzo e Pil.

Via libera dal Consiglio dei ministri alla nota di aggiornamento al Def, il Documento di economia e finanza 2016. "Il debito/Pil non scende, lo ammetto - ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan - le previsioni di inflazione erano troppo ottimistiche".

"La crescita c'è, ma è soprattutto in vista di alcune misure che saranno inserite nella legge di stabilità: sterilizzeremo le clausole di salvaguardia (niente aumenti di tasse), metteremo risorse a disposizione dei privati, e poi adotteremo misure sulla previdenza e sostegno alle fasce deboli della popolazione: è ancora presto per parlare di misure specifiche". Si tratta di un referendum che riguarda il supermaento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, la soppressione del Cnle, la riduzione delle spese istituzionali e modifiche del Titolo V della seconda parte della Costituzionale. Nella nota di aggiornamento al Def "mostriamo l'ennesimo miglioramento" del rapporto deficit/Pil, che era "al 3% nel '14, al 2,6% '15, del 2,4 nel 16 e del 2 nel 2017", dalla curva del deficit si vede che è "ai livelli più bassi dal 2007". "Per queste chiederemo al Parlamento l'autorizzazione ad arrivare ad un massimo dello 0,4" di deficit. Dunque di fatto ancora 2,4%, al di sopra dell'1,8 che era stato concordato con la Ue. Circa 10 miliardi, in teoria. Il calo è quindi rimandato al 2017, quando dovrebbe scendere di nuovo al 132,2%. Ma è lo stesso premier a spiegare poi che il governo pensa di assicurarsi un ulteriore margine dello 0,4% dovuto alle cosiddette circostanze eccezionali, nella fattispecie le spese per la ricostruzione per il sisma e per l'emergenza migranti.

Si trattera' comunque di utilizzare, come ha puntualizzato il premier, non la flessibilita' prevista dalla comunicazione Juncker ma le circostanze eccezionali previste dai Trattati.

Padoan, privatizzazioni avanti ma non vogliamo svendere - "Il programma di privatizzazioni va avanti, è stato rallentato per la volatilità particolarmente elevata quest'anno dei mercati finanziari".

Sempre in prospettiva di welfare confermato dovrebbe essere poi l'ampliamento delle agevolazioni sui premi di produttività per i lavoratori dipendenti del settore privato con la tassazione agevolata al 10% che dovrebbe applicarsi ai lavoratori con redditi fino a 80.000 euro lordi l'anno (dagli attuali 50.000) sui premi fino 5.000 euro (dagli attuali 2.000). Il superammortamento ci sarà, le misure per le pensioni ci saranno, l'Ape ci sarà.

Nel dettaglio delle coperture finanziarie, la novità della prossima manovra è il ritorno di una posta esplicita collegata alla lotta all'evasione fiscale.

Il target di deficit nel 2016 salirà al 2,4% (rispetto al 2,3%) e l'anno prossimo si attesterà al 2% (rispetto all'1,8%).