Carife. Ubi vuole tutte le good bank, tranne la Cassa di Ferrara

Carife. Ubi vuole tutte le good bank, tranne la Cassa di Ferrara

Secondo rumors di stampa, l'istituto lombardo sarebbe vicino all'acquisto di tre good banks (Banca Marche, Banca Etruria e CR Chieti), mentre il processo di vendita negoziato con Bruxelles è in dirittura d'arrivo.

A scoperchiare il calderone è stato ieri il quotidiano online Linkiesta.

Infatti il Fondo Nazionale di Risoluzione delle crisi bancarie, istituito dalla Banca d'Italia per mettere in sicurezza le 4 banche citate, rischia di rappresentare una sorta di tassa extra per i correntisti. Il gruppo, che al fondo di risoluzione ha versato 152 milioni di euro, spiega nella mail che "la maggiorazione di 25 euro riguarda le 'Spese fisse di liquidazione' e troverà applicazione al 31/12/2016".

La versione di Ubi Banca guidata da Victor Massiah è la seguente: "L'incremento di 12 euro annui del canone dei conti correnti non è legato a tassi di interesse bassi o negativi o alle condizioni generali dell'economia, ma un vero e proprio aumento dei costi di produzione che la banca sostiene per determinare i depositi della clientela". "Tra questi anche il fondo interbancario".

Piazza Gae Aulenti, dal canto suo, ha ritoccato il canone mensile di alcuni conti (MyGenius Silver, Gold e Platinum) già da luglio: "Alcuni interventi legislativi e/o regolamentari nonché impegni imposti da autorità (...) hanno determinato dei costi e minori ricavi per la banca che costituiscono giustificato motivo per un aumento (...) del canone mensile relativo ai moduli transnazionali", recitava la comunicazione allegata all'estratto conto del 31 marzo, annunciando un aumento del canone mensile di 2 euro che porta i costi per le tre tipologie di conto rispettivamente a 5, 7 e 12 euro. Gli altri istituti italiani sono stati chiamati ad anticipare anche le quote (500 milioni l'anno) che avrebbero dovuto versare nel 2016 e 2017.

"Senza con questo voler confondere una cosa con l'altra, condividere una parte del costo con i clienti, quando questo è chiaramente identificato e corrispondente a un'assicurazione ulteriore per lo stesso è una manovra che permette alla banca di recuperare i costi solo in parte".

Il Fondo, secondo quanto previsto dalle direttive europee (2014/49/UE e 2014/59/UE), costituisce preventivamente le risorse necessarie affinché, nel caso in cui si verifichi il dissesto di una banca, sia assicurato un rimborso delle somme depositate dai clienti entro il limite massimo di 100mila euro. Alcuni istituti di credito starebbero inserendo prelievi una tantum sui conti correnti sotto forma di spese per fare fronte ai maggiori costi sostenuti dagli istituti di credito.