Candreva si sfoga "Io venduto per far cassa"

Candreva si sfoga

Alla Lazio è cresciuto, ha vinto, ha segnato, ha conquistato la Nazionale: Antonio Candreva sarà per sempre riconoscente al club capitolino e questo non ha mai smesso di ricordarlo né lo rinnegherà in futuro.

In estate il passaggio all'Inter, voluto fortemente da Roberto Mancini, che - ironia della sorte - si è dimesso poche settimane dopo:"Avevano perso 6-0 col Tottenham, via Mancini ero un po' perso". Forse la Lazio voleva fare cassa. Certo, io avrei potuto rifiutare e restare a Roma, ma la mia intenzione era quella di diventare un punto di riferimento, qui non mi hanno dato modo di farlo.

La rottura è avvenuta la scorsa stagione, la scelta di Pioli di preferirgli Biglia è stato l'inizio della fine per Candreva e la Lazio, il calciatore neroazzurro ha parlato anche di quest'argomento: "Io ci tenevo alla fascia, e quando Pioli mi ha comunicato che sarei stato il vice io ho rifiutato perché pensavo fosse più giusto che lo facesse chi per anzianità era da più tempo nella Lazio". Io ero in camera con Marchetti e la sera prima non abbiamo dormito, ci dicevamo che non potevamo perdere. Pensavo di meritarmela, ma hanno scelto Lucas Biglia nonostante ci fossero giocatori arrivati anche prima di me. Da quel momento, un po' di cose sono cambiate. Sono arrivati anche Wallace, Bastos, Lukaku, Luis Alberto e Leitner, per una spesa complessiva di 35 mln e un impatto a bilancio di circa 24,2 tra ammortamenti e stipendi, come riporta Calcio e Finanza. Quando salii in macchina con Maurizio Manzini, mi insultavano tutti per radio, ma non cambiava stazione. In quelle partite successive ci fu un cambiamento, e arrivarono delle prestazioni positive.

I primi giorni avevo un po' di difficoltà, ma c'erano tante persone che mi hanno aiutato all'interno dello spogliatoio. "Ma alla società posso solo dire grazie, perché mi ha rilanciato e non posso dimenticare dov'ero e dove sono arrivato". "Mi manca andare al campo di Formello in anticipo e scherzare con i magazzinieri e Giocondo, lo chef". Io porterò la Lazio sempre nel cuore. Sono stato fortunato che in 4 anni e mezzo sono stati più alti che bassi. Ora si è aperto un altro ciclo - prosegue poi il giocatore - siamo tutti giocatori qualitativamente forti, siamo una bella squadra.

La notte della Champions a Napoli.

I suoi amici alla Lazio: "Sono molto legato a Marchetti e Radu, così come con Zauri e Biava". E' cambiato l'allenatore e ci stiamo conoscendo meglio.

Dopo la cessione c'è un po' di nostalgia.