Rousseff: le accuse contro di me? Pretesto per un golpe costituzionale

Rousseff: le accuse contro di me? Pretesto per un golpe costituzionale

Drammatica testimonianza della presidente del Brasile Dilma Rousseff convocata a testimoniare nel processo sulla sua destituzione che ha preso il via nell'aula del Senato a Brasilia.

Nominata nel 2010, prima donna a ricoprire la carica, da mesi l'esponente del Partito dei lavoratori respinge gli attacchi dei suoi detrattori e denuncia l'esistenza di un complotto ai suoi danni, ordito dal principale beneficiario di questa presunta congiura, ovvero dal suo vice e ora rivale Michel Temer, politico di centro-destra, dal 12 maggio capo dello Stato a interim.

La Rousseff ha sfidato il Senato sull'impeachment insistendo: sarebbe un colpo di Stato.

Dilma ha parlato per 46 minuti e al termine il presidente Ricardo Lewandovski ha sospeso la seduta perché erano scattati applausi. "Sono venuta a guardarvi negli occhi, signori senatori, e a dire che non ho commesso nessun crimine che possa essere oggetto di un impeachment, non ho commesso i crimini per i quali sono accusata ingiustamente e arbitrariamente". Irregolarità, sottolineano la difesa e i contrari alla destituzione, che sono state usate in precedenza da molti presidenti eletti, senza conseguenze. "Il mondo deve sapere che non stiamo solo votando sulle questioni contabili", ha sottolineato.

Rousseff, secondo Cardozo, è "vittima di una cospirazione" iniziata a ottobre 2014, quando fu rieletta per un secondo mandato, e se sarà destituita vorrà dire che sarà avvenuto un "colpo di stato". Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. "I golpe non si fanno più con le armi".