Omicidio Scarfone, due fermi

Omicidio Scarfone, due fermi

Un uomo di 52 anni, Angelo Scarfone, residente a Castellarano, è stato arrestato dai carabinieri di Reggio Calabria con l'accusa di essere l'assassino del fratello Antonio, che sarebbe stato ucciso da lui la sera del 14 agosto a Rosarno in Calabria.

Si tratta del 52enne Angelo Scarfone e del 28enne Luigi Timpani, già noti alle forze di polizia. Scarfone, per gli inquirenti, sarebbe stato minacciato dal fratello, dal nipote e da altre persone, già la mattina del 14 agosto. In seguito venivano avviate, sotto il costante coordinamento del Procuratore Ottavio SFERLAZZA e del Sostituto dott.ssa Valentina GIAMMARIA, una serie di attività tecniche che hanno consentito di ricostruire in maniera puntuale quanto accaduto.

Nel pomeriggio, una pattuglia dei Carabinieri della Tenenza locale era già intervenuta, trovando sul luogo alcuni componenti della famiglia, tra cui Angelo Scarfone, che lamentavano lo stato di abbandono in cui versava Carmela Fazzari, la madre della vittima e gravemente ammalata, attribuendone la responsabilità al 49enne, che allora era assente.

Antonio Scarfone sarebbe stato ucciso per dissapori familiari legati al possesso della casa della madre e alla riscossione della pensione dell'anziana. Dagli accertamenti è emerso che la mattina del delitto, nella stessa abitazione, Antonio Scarfone è stato costretto ad allontanarsi da un gruppo di sei persone armate tra le quali, secondo gli investigatori, il fratello ed il nipote poi arrestati.

La situazione precipitava nella tarda serata, quando la vittima, dopo aver trascorso l'intera giornata fuori casa temendo per l'incolumità propria e della coniuge, fatto rientro presso la propria abitazione, veniva affrontato dai familiari ed, a seguito di colluttazione, veniva attinto da due colpi d'arma da fuoco che ne cagionavano l'immediato decesso. I fermi, emessi dalla Procura di Palmi, sono già stati convalidati dal gip che ha emesso un provvedimento di custodia cautelare in carcere a carico di Scarfone, ritenuto l'esecutore materiale del delitto, e di Timpani.

Movente dell'omicidio, la riscossione della pensione della madre Carmela Fazzari.