Genova, musulmani parteciperanno alla Messa. Coreis: "Segno di rispetto dopo attentati"

Genova, musulmani parteciperanno alla Messa. Coreis:

E allora questo appello rafforza tutti e risponde a chi pretende anche di fare la morale al Santo Padre. Lo testimoniano le nette parole di condanna del terrorismo pronunciate da tanti esponenti della comunità musulmana dopo l'orrore di Rouen, ma soprattutto le immagini, fortemente simboliche, catturate dalla cronaca, di commossi abbracci tra parroci, vescovi e imam.

Una straordinaria saldatura tra fedi diverse che certamente nasce sull'onda emotiva di un tragico evento ma che potrebbe segnare anche, come auspicato dal cardinale Bagnasco "l'inizio di un nuovo percorso". Tra i segni di 'dialogo' oggi è arrivata anche la firma di un accordo per la promozione di un 'concorso di idee rivolto agli architettì affinché negli ospedali romani ci siano luoghi di raccoglimento e preghiera nei quali si possano recare tutti i credenti, a prescindere dalle religioni. Con questo gesto gli imam Muhyiddin Bottiglioni, Abd al-Hakim Carrara e Abd as-Sabur Turrini e il presidente della Casa della cultura islamica di via Padova Asfa Mamohoud hanno voluto dimostrare che in questo momento storico "non sono le religioni a scontrarsi". Almeno duemila fedeli cattolici accompagnati da un centinaio di musulmani si sono riuniti nella cattedrale di Rouen per rendere omaggio al parroco assassinato dai jihadisti. I due killer sono poi stati uccisi dagli agenti. Sono più di 23mila i musulmani che hanno aderito all'appello delle le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) a recarsi oggi nella chiesa più vicina. A Milano alcuni membri della Coreis parteciperanno alla messa nella parrocchia di Santa Maria in Caravaggio, a Napoli invece la delegazione della Confederazione islamica presenzia alla messa del mattino nella Cappella del Tesoro di San Gennaro in Duomo. Dure le parole dell'imam di Vobarno, paese dove è cresciuto un foreign fighters italiano, che ha fortemente preso le distanze dai terroristi definendoli "criminali e falliti" senza temere ritorsioni: "Non ho paura".

"Mai avrei pensato di dover dimostrare l'unità con i fratelli cristiani, ma se ci vuole, siamo pronti a farlo". E ancora più esplicito Abn Al Gaffour, presidente del Coreis per l'Italia.

Musulmani e cristiani insieme, dentro una chiesa, contro l'orrore.

Da Milano a Roma e Palermo, da Torino a Bari, imam e fedeli musulmani preghano insieme ai cattolici prima e durante le messe della domenica.

In un tweet, anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha detto "Grazie a tutti quegli italiani di religione islamica che indicano alle loro comunità la via del coraggio contro il fondamentalismo". Poveri illusi. Si vadano a leggere la Dichiarazione Islamica dei diritti dell'uomo del 1981 o la Dichiarazione del Cairo dei diritti umani dell'Islam del 1990. Per l'organismo che ambisce a rappresentare tutti i musulmani della Rèpublique si tratta di un modo per esprimere "nuovamente" l'appoggio della "nostra comunità" ai cristiani. Oggi l'Islam non è compatibile con le nostre libertà e i nostri diritti. "Chi non lo capisce o è illuso, o è ignorante, o è complice" ha scritto su Facebook.