Due arresti a Fermo per attentati dinamitardi contro quattro chiese

Due arresti a Fermo per attentati dinamitardi contro quattro chiese

I due fermani, che vivono facendo lavori saltuari, sono stati arrestati per ordine della Procura di Fermo con l'accusa di danneggiamento aggravato e violazione dell'articolo 1 della legge in materia di armi, relativamente al confezionamento e al possesso degli ordigni.

Le indagini sono andate avanti per mesi. I due, in procinto di partire per Inghilterra, sono stati arrestati dai carabinieri di Ascoli Piceno in collaborazione con i Ros di Ancona. Due bombe rudimentali scoppiarono nelle vicinanze del Duomo cittadino e all'ingresso della chiesa di San Tommaso, nel quartiere di Lido Tre Archi, mentre un terzo ordigno scoppiò provocando dei danneggiamenti davanti la chiesa di San Marco alle Paludi, parrocchia retta da monsignor Vinicio Albanesi, della Comunità di Capodarco.

Un quarto ordigno fu ritrovato a maggio nella chiesa di San Gabriele dell'Addolorata, per fortuna non è non è esploso perché la miccia era spenta. Poi la tragedia di Emmanuel Chidi Nmadi, l'arresto del fratello ultrà Amedeo Mancini e tutta l'attenzione mediatica e istituzionale catalizzata su Fermo li ha convinti a non muoversi per un po'. I due sono infatti due ultrà anarchici, proprio come Amedeo Mancini, l'uomo che con un pugno ha ucciso il profugo nigeriano e che adesso sta in carcere. Ma quando? Loro disperati? Martino Paniconi e Marco Bordoni sarebbero stati in procinto di fabbricare un altro ordigno da fare esplodere davanti all'ennesima chiesa presa di mira. E' stato anche acclarato il coinvolgimento dell'amico M. B. Secondo la procura non vi sono altri indagati. "Il movente dei 4 atti criminali è l'assolutezza dissennatezza dei due uomini che hanno li hanno compiuti". "Parigi no", diceva al compare, "perché lì quelli dell'Isis ci mettono le bombe".

Funerale Emmanuel, l'arcivescovo di Fermo: "I disperati siamo noi" "Bisogna alimentare la speranza di chi tra mille peripezie arriva tra noi". Che è un altro attacco all'immagine della città, la stessa che fino a ieri si preoccupava? "E' una parola che viene detta in giro anche da onorevoli e i ragazzi pensano si possa dire e invece non si deve dire".