Donald Trump incassa la nomination repubblicana — USA

Donald Trump incassa la nomination repubblicana — USA

Poi si e' presentato come il portavoce dei deboli e delle minoranze. "Lavorerò sodo e non vi deluderò mai". "Ogni mattina mi sveglio determinato a garantire una vita migliore alla gente di tutta nazione che è stata dimenticata - ha rimarcato - ignorata e abbandonata". Non si è parlato molto di politica estera da palco della convention repubblicana a Cleveland se non negli attacchi a Hillary Clinton e all'amministrazione Obama. "Il mio messaggio è che le cose devono cambiare e subito". "Se sarò eletto Presidente non farò pressioni sulla Turchia o su altri alleati autoritari che conducono purghe sui loro avversari politici o riducono le libertà civili". "Andate a votare a novembre, voglio vedere i nostri principi prevalere", ha detto il senatore di origini cubane, che ha poi ricordato gli agenti uccisi a Dallas.

La reazione di Clinton. "Sono un militare. Qualsiasi persona che dà le informazioni su un server non classificati, sta mettendo gli americani a rischio", ha spiegato al 'Daily Beast' riferendosi alla questione della email privata usata per attività pubbliche quando era Segretario di Stato. E allora la sicurezza prima di tutto: sulle strade, nelle città, distruggendo l'Isis e annientando la minaccia terroristica. "Un politico che non coglie questo pericolo non è adatto a guidare il nostro Paese", ha avvertito.

E dire che "non importa quel che i media scrivono fintanto che hai a disposizione un culo bello e giovane" è solo una delle massime super sessiste che il candidato repubblicano ama ripetere. Davanti a una folla in delirio, il magnate newyorkese ha promesso che un'America guidata da lui sarà un'America "più sicura" e che un Donald presidente sarà per davvero "la voce del popolo". Alcuni hanno assistito personalmente a questa violenza e altri ne sono stati vittime. Lo stesso faranno milioni di democratici: "noi aggiusteremo questo sistema, facendo in modo che funzioni per tutti gli americani", ha detto.

Donald Trump è ufficialmente il candidato alla presidenza degli Stati Uniti, e ha concluso ieri 21 luglio con il suo discorso la convention repubblicana di Cleveland, in Ohio. E così, mentre Marco Rubio, l'altro contendente della fase eliminatoria aveva poco prima affermato che bisogna stare uniti contro il nemico comune Hillary Clinton, Ted Cruz ha rinunciato ad allearsi con Trump. L'attuale amministrazione, ha attaccato, ha annullato decenni di sforzi fatti per combattere il crimine. Entrano sempre più numerosi immigrati clandestini. Clinton è in testa in tutti e sette gli Stati per cui Real Clear Politics ha a disposizione una serie di sondaggi e lo è in sei su sette per i sondaggi del Wall Street Journal, tra cui anche la Florida, il più importante; è invece in parità l'Ohio, lo Stato dove si è tenuta la convention repubblicana. "Non li vogliamo - ha rincarato - finche' non sara' creato un efficace meccanismo di controllo".