Borsa: in calo con banche -1,73%,tonfo Unicredit

Borsa: in calo con banche -1,73%,tonfo Unicredit

Il rischio inoptato è inoltre molto perché lo sconto sul Terp può al massimo essere del 16%. È un tema centrale: senza certezza sul patrimonio le banche non possono pianificare l'attività e possono essere frenate nel credito; gli operatori non hanno elementi sufficienti per tornare a investire nel settore, come ha sottolineato anche Alessandro Profumo in una recente intervista a MF-Milano Finanza. Male inoltre Carige (-6,8%), Bpm (-6,2%) e Banco popolare (-5%), che non erano tra le banche che hanno partecipato ai test. Sospese Unicredit, Mps, Ubi Banca, Saipem e Fca che rientra in contrattazione dopo una sospensione di alcuni minuti. Sui sei mesi l'utile appare in crescita del 27% a 1,3 miliardi. I titoli senior (per 6 miliardi) saranno emessi con le garanzie statali Gacs. Il mercato l'ha presa bene ma "obbligare" gli azionista ad un ennesimo aumento di capitale (VEDI QUI) potrebbe portare a dei drammatici insuccessi, ancor di più se consideriamo poi il piano di dismissioni degli NPL al 33% che è sulla carta e che è tutto da concretizzare (se si concretizzerà...) anche perché si dà per scontato il contributo di certe casse previdenziali (socializzazione del problema, o forse delle perdite?) che ovviamente non sono così tranquille... Ora tra la fine dell'anno e l'inizio del prossimi, ecco alle porte un altro aumento di capitale per 5 miliardi di euro. Il dato ha mostrato un mercato in frenata con Fiat che perde giri, ma resta in pole. Nei dati diffusi mercoledì 3 agosto si legge infatti che il CET1 ratio si attesta al 10,33 per cento.

Stando ad alcune indiscrezioni di stampa, il Ceo Mustier avrebbe già avviato i colloqui con alcune banche: si parla di Jp Morgan e Morgan Stanley, ma anche Bofa Merrill Lynch, Citi, Credit Suisse e Goldman Sachs.

Il paradosso: sorride (ma solo in parte) Mps, peggiore istituto d'Europa. Tuttavia Piazzetta Cuccia ritiene che la vendita di altre quote di Fineco e Pekao, su cui Unicredit è vincolata da un lock-up che scade a metà ottobre, invece "non sarebbe un grande affare". Nel bilancio di Mps (come da relazione presentata ieri) complessivamente ci sono crediti deteriorati netti per 23,6 miliardi, cioè 45,3 miliardi lordi. Insomma, Mps dovrebbe tornare a navigare in acque più sicure.

Quanto al piano presentato sempre venerdì scorso dal Cda del Monte dei Paschi di Siena, la banca che ha registrato i risultati più preoccupanti in occasione degli stress test, la portavoce ha confermato quanto dichiarato subito dopo l'annuncio, ovvero che "la Commissione prende nota dell'annuncio della banca che pianifica di lanciare un'operazione di raccolta di capitale privato".